Lo scorso 2 marzo la Federazione Puglistica Italiana (FPI) si è riunita al CONI (presso il Salone d’Onore del Palazzo H) per celebrare i suoi primi 110 anni di vita. Per l’occasione i vertici federali hanno presentato il nuovo logo della Federboxe, un progetto seguito e coordinato dalla agenzia Alma Studio di Milano. Uno studio “indipendente” di consulenza marketing e comunicazione, specializzato nello sviluppo di strategie su misura per aziende che vogliono rafforzare il proprio posizionamento e crescere in modo strutturato.
“Ci definiamo una agenzia marketing all around, ovvero una realtà moderna con un approccio di marketing a tutto tondo” ci ha spiegato in questa intervista, in esclusiva, Alessandra Grousso, founder e responsabile di Alma Studio. “E lo abbiamo confermato anche in questo caso lavorando per la ideazione e creazione del nuovo logo della FPI”.

D: Gruosso, come nasce Alma Studio?
R: Ho sempre lavorato nel mondo del marketing, con esperienze importanti (nell’arco degli ultimi 10 anni), soprattutto nel mercato dell’orologeria. Mi sono occupata principalmente di progetti di marketing/sponsorizzazioni. Queste attività sono state fondamentali per la mia formazione manageriale nel corso degli anni. Nello specifico ho lavorato nella comunicazione e marketing per realtà di alto profilo come Tissot e Grand Seiko Europe, di cui sono stata responsabile per il mercato del Sud Europa (Spagna, Portogallo, Grecia e Italia). Queste esperienze mi hanno portata ad elaborare l’idea di fondare, nel tempo, una agenzia marketing all around come Alma Studio (la sede è all’interno di Talent Garden, a piazza Città di Lombardia, a pochi metri dai palazzi istituzionali di Regione Lombardia, nda). Abbiamo un approccio consulenziale per rispondere, prontamente, alla diverse esigenze dei nostri clienti. Abbiamo così puntato sul concept dello “Studio“, perchè puntiamo ad avere un rapporto consulenziale diretto, ma dall’esterno”.

D: Passiamo adesso a parlare del nuovo logo della FPI?
R: Siamo partiti da un “bisogno” concreto: ovvero la volontà di riposizionamento nell’ambito delle celebrazioni per i primi 110 anni di vita della FPI. Abbiamo cercato di portare la Federboxe in una comunicazione visiva sempre più in linea con i nostri giorni. Un simbolo di appartenenza, che, chiaramente, potesse essere identificativo di tutte le classi di età e in grado di parlare a tutte le categorie di questo vasto movimento (puntando, tra l’altro, su un logo dinamico rispetto al passato). Un progetto sfidante perchè dovevamo includere, in questo nuovo logo, tanti elementi diversi tra loro. Dopo 110 anni di storia questo logo, creato da Alma Studio (grazie alla creatività del grafico Mauro Viganò, nda), è un forte segnale di rinnovamento. Al suo interno vi sono tre elementi: la sagoma di un pugile, un sacco e il tricolore. Appare immediatamente dinamico, perchè la sagoma di questo pugile stilizzato sta per sferrare un jab.

D: Qual era il vostro brief?
R: Sviluppare una parte dinamica e immersiva. E’ chiaro che, per noi di Alma Studio, è motivo di orgoglio aver realizzato il nuovo logo della Federazione Pugilistica Italiana.
D: Nel corso di questo progetto quanti loghi avete ideato, prima di arrivare a quello definitivo?
R: Ne avevamo studiati 4-5, ma alla fine quello definitivo è piaciuto subito a chi era chiamato a decidere all’interno della realtà federale.
D: Quale può essere lo step successivo di questo progetto?
R: Uno sviluppo per alzare ulteriormente il posizionamento del percepito della Federazione Pugilistica Italiana.
D: In che modo?
R: Ad esempio con collaborazioni strategiche con l’ausilio di brand strategici e stilisti di tendenza (arrivando a studiare anche nuove linee/collezioni nell’ambito del merchandising). L’obiettivo è creare una cultura pop, per intercettare anche chi non conosce l’universo della boxe. In questo modo si potrebbe amplificare la brand awaraness generale…Mi piacerebbe anche vedere questo nuovo logo prendere vita con modalità più immersive (realizzando video con animazioni digitali e motion graphic).









