I match di cartello della riunione pugilistica promossa dalla Golden Boy Promotions di Oscar De La Hoya in collaborazione con la Most Valuable Promotions di Jake Paul hanno dato ai leggeri e ai mosca due nuovi detentori.
(con il contributo di Davide Pollastri) – Chicago, città natale di alcuni dei più grandi pugili della storia — tra i quali non possiamo non ricordare i leggendari Packey McFarland e Jackie Fields —, è stata testimone di un evento tra i più attesi dagli appassionati della noble art. Nel main event il ventiquattrenne texano Floyd Schofield (20-0, 13 KO) ha conquistato il vacante titolo WBA dei leggeri superando con decisione unanime il trentaduenne canadese Lucas Bahdi (20-1, 15 KO). La vittoria del neocampione è stata meritata ma tutt’altro che agevole. Schofield ha sì mandato al tappeto l’avversario nel terzo round con un gancio sinistro, ma nell’undicesimo è stato a sua volta contato dopo un destro del canadese. Il successo, decretato dai cartellini dei giudici Dave DeJonge (116-110), Alfredo Gallardo (119-108) e Steve Weisfeld (115-111), potrebbe presto offrire al pugile di Jersey City un match di unificazione contro l’attuale detentore della cintura WBC, il messicano William Zepeda Segura, suo compagno di scuderia alla Golden Boy. Sullo sfondo resta però l’ombra di Gervonta Davis, l’ultimo ad aver indossato quella cintura.

Fermo dal contestato pareggio del marzo 2025 contro Lamont Roach, “Tank” è stato dichiarato dalla WBA “campione in aspettativa” lo scorso gennaio, mentre le cronache sportive lasciavano spazio a quelle giudiziarie per le accuse di violenza mossegli dall’ex compagna Courtney Rossel — accuse che il pugile ha respinto. Un’aspettativa durata fino a giugno, quando la sigla ha dichiarato vacante il titolo e ordinato proprio la sfida tra Schofield e Bahdi. Se e quando Davis tornerà sul ring, il confronto con Schofield, che già prima del match lo aveva indicato tra gli avversari desiderati, avrebbe tutto per diventare uno degli incontri più attesi della categoria.
La vera sorpresa della serata è stata però la netta vittoria ottenuta dall’underdog messicano Sergio Mendoza (28-1, 24 KO) nel match valevole per i titoli WBA e WBC dei mosca contro l’ormai ex detentore Ricardo Rafael “El Niño” Sandoval, che difendeva le cinture per la prima volta. Il mancino di Hermosillo, chiamato a sostituire l’infortunato Oscar Collazo con circa tre settimane di preavviso e dato sfavorito 7 a 1 dai bookmaker, era reduce dal KO al secondo round subito lo scorso aprile a Tokyo contro il thailandese Thanongsak Simsri nella sfida per il titolo IBF dei minimosca. A Chicago la storia è stata ben diversa: due atterramenti nel secondo round, un tentativo di reazione di Sandoval nel quarto e un terzo atterramento nel quinto, dopo il quale il signor Mark Nelson ha fermato l’incontro. Al termine, in lacrime, il nuovo campione ha dedicato la vittoria al fratello scomparso.









