Il “sogno” nipponico di Mattia Faraoni è finito stamattina dopo aver subito un K.O. durissimo a soli 21 secondi dal R2 dei quarti di finale del K-1 World GP (torneo a 8, ad eliminazione diretta, in una sola notte – categoria di peso fino a 90kg.). Ad infliggerlo è stato Bogdan Stoica, veterano della kickboxing, che il romano aveva brillantemente superato ad Oktagon Torino 2023 con un TKO sempre nel secondo round di quel match. Il knock out è stato netto e preciso, arrivando da un colpo di incontro, rapido quanto brutale, del Bucharest Bad Boy. Se ci fermiamo, però, esclusivamente, al K.O. subito la lettura del match risulterebbe incompleta.
Faraoni in vantaggio fino al K.O.
Faraoni sapeva e aveva anticipato (proprio ieri pomeriggio), in un suo video-social su Instagram, che avrebbe attaccato a testa bassa, anche perchè il regolamento del torneo era stato modificato proprio in concomitanza con l’edizione 2026 (i giudici infatti avrebbero privilegiato la combattività degli atleti rispetto alla tattica e alla strategia). E così ha combattuto Faraoni, attaccando costantemente il suo avversario.

Stoica, nel primo round, è apparso più volte in difficoltà, tanto da ricevere un cartellino giallo da parte dell’arbitro per aver usato il clinch nei confronti dell’italiano. Nel secondo round, Faraoni ha continuato a fare pressione usando più i pugni che i calci (suo punto di forza da sempre), con diverse “combo” al corpo di Stoica. Ma, proprio al termine di una di queste combinazioni (dopo tre colpi portati al corpo dell’opponent), appena si è scoperto, ha subito come un lampo un gancio sinistro al volto (in pieno mento). Parliamo, alla fine, di un colpo precisissimo seppur di incontro.
A questi livelli infatti si può perdere, come è successo oggi a Tokyo, anche per un solo colpo, pur essendo in vantaggio. Faraoni ha combattuto con coraggio, rinunciando a tattiche o a strategie di contenimento. E’ andato sempre avanti prendendosi appunto qualche rischio (come poi è successo). Se avesse fatto melina, dopo il cartellino giallo subito da Stoica, sicuramente avrebbe superato almeno il primo turno, perchè, fino al colpo del K.O., era, comunque, in vantaggio sui cartellini dei giudici. Questo ad onore della verità.

Vince la “sorpresa” Achterberg
Pur tuttavia, la vittoria del fighter rumeno contro Faraoni non è servita ad andare molto più avanti. Nella prima semifinale, infatti, sempre Stoica ha perso contro il tedesco Lukas Achterberg, volto ai più sconosciuto e vera sorpresa del torneo, che, nelle settimane precedenti, aveva sostituito il beniamino locale, il giapponese K-Jee (superato un anno fa, dallo stesso Faraoni, a The Arena, a Casinò di Campione d’Italia).
Il 29enne di Aquisgrana, che, precedentemente in carriera, aveva combattuto anche in Senshi, USC (Ultimate Sparta Championship/GER) ed Enfusion, non era considerato il più accreditato per la vittoria finale. Nel match quarti ha vinto, su Mahmoud Sattari, con un K.O. durissimo inflitto all’iraniano (che si allena e vive in Giappone) nei primi 15 secondi del R1. Sattari infatti ci ha messo molti minuti prima di riprendersi facendo pensare inizialmente anche al peggio. In semifinale ha incontrato proprio Bogdan Stoica, visibilmente stanco e provato dal precedente match.
Anche in questo caso, sempre nel R1, ha inflitto prima un conteggio al “Bucharest Bad Boy” e, poi, sul colpo del gong, è arrivato un devastante calcio frontale al diaframma lasciando a terra l’opponent.

La finale contro il russo Kozlov
Vittoria finale, sempre al R1, e sempre per K.O., a pochi secondi dalla fine della prima parte di gara, nei confronti del russo Nikita Kozlov, campione indiscusso della promotion locale RCC, che arrivava da ben 14 vittorie negli ultimi 16 incontri.
Per Achterberg questa vittoria è molto importante, perchè lo proietta nell’Olimpo della scena internazionale facendolo entrare di diritto, tra l’altro, nella storia del K-1, “madre” di tutti i grandi tornei di kickboxing nel mondo. Achterberg è l’atleta di questo torneo ad aver gestito al meglio le forze nell’arco dei tre match (Kozlov nei quarti era stato costretto ad un extra round dall’avversario kazako Aslan Koshiyev). Soprattutto nel primo match ha vinto senza subire colpi e questo gli ha permesso di gestire al meglio le energie in una prova “endurance” di combat sports come è il K-1, dove per vincere bisogna anche arrivare in forze (rispetto all’avversario di turno). Achterberg è un atleta pulito, molto tecnico a livello di boxe e che ha saputo interpretare al meglio le caratteristiche del torneo nipponico. Molto bello anche il suo stile comportamentale e la qualità dei contenuti del suo discorso finale sul ring di Tokyo (allo Yoyogi National Stadium 2nd Gymnasium).

Il futuro di Faraoni passa adesso dalle scelte del manager Di Blasi
Sul fronte italiano, in attesa del recupero da stop forzato di Faraoni, sono diverse le ipotesi che stanno già muovendosi sui social: un rematch con lo stesso Stoica (Faraoni vs. Stoica 3), una rivincita con Claudio Istrate (presente a Tokyo e vincitore, nei primi 20 secondi del R1, contro il temibile senegalese Babacar per K.O) o lo sbarco, in Italia, del fortissimo brasiliano Ariel Machado vincitore, poche settimane fa, di un altro torneo importante sempre nel circuito giapponese del K-1.
Al di là della sconfitta subita Mattia Faraoni, il fighter romano resta ancora bi-campione del mondo ISKA (in due categorie di peso) e chi vorrà conquistare una di queste cinture dovrà passare dall’Italia, da Oktagon, e dal matchmaking del manager-imprenditore milanese Carlo Di Blasi (presente in Giappone proprio per seguire il secondo tentativo in carriera di scalata al K-1 da parte di “The Thunder Machine”).









