UFC #332: Per Marvin Vettori è l’ultima chanche per rilanciarsi definitivamente.

(con il contributo di Mario Savo)* – La demarcazione tra l’élite dei Top 5 e la fascia sottostante dei gatekeeper in UFC non è quasi mai dettata da una lacuna isolata di natura squisitamente tecnica. Nelle categorie di peso superiori, e in particolar modo nei pesi medi, l’espressione del gesto atletico è la risultante diretta dell’integrazione efficiente tra biomeccanica clinica, neurofisiologia e bioenergetica. Sabato 3 ottobre vedrà il 33enne Marvin Vettori (19-10-1) salire nuovamente nell’ottagono (divisione pesi medi) di UFC #332 (al Delta Center in Salt Lake City, Utah) contro l’ostico 30enne austriaco-marocchino (con radici cecene) Ismail “Berzdog” Naurdiev (lo score record non è dei più esaltanti: 25-8-0). Si tratta di un appuntamento crocevia per la carriera dell’atleta trentino, reduce da un’annata drammatica sotto il profilo dei risultati (negli ultimi tre match ha sempre perso e se si analizza lo score collegato soltanto alle sfide in UFC ha un 9-8-1). La sequenza di sconfitte subite nel corso del 2025, partendo dal rematch di marzo contro Roman Dolidze, passando per la logorante battaglia di luglio contro Brendan Allen fino al match di dicembre contro Brunno Ferreira, ha mostrato un pattern lesivo e prestazionale ben preciso. Attraverso la lente della biomeccanica applicata, dell’osteopatia clinica e della fisiologia dell’esercizio, analizziamo nel dettaglio i deficit strutturali e funzionali emersi nelle ultime prestazioni di Vettori, tracciando la programmazione scientifica necessaria per garantirne la massima espressione pre-gara e la prevenzione degli infortuni.

Analisi biomeccanica dell’anca e disfunzione del triangolo di stabilità

L’efficienza della catena cinematica aperta e chiusa nel combat sport risiede nella capacità dell’atleta di trasferire la forza dalla reazione vincolare del terreno verso gli arti superiori attraverso la dissociazione delle cinture. Nei match disputati nel 2025 si è evidenziata una marcata alterazione della postura dinamica di Vettori. Sotto sforzo cumulativo, l’atleta mostra una progressiva inibizione reclutativa del complesso gluteo, in particolare del gluteo medio e minimo della gamba posteriore, considerando la sua guardia mancina. Questo deficit di stabilizzazione frontale dell’anca provoca una perdita della rotazione interna del femore in fase di spinta. Di conseguenza, quando Marvin tenta di caricare il diretto sinistro o di iniziare un cambio di livello per il double-leg takedown, non riesce a ruotare correttamente l’asse coxo-femorale. Invece di sfruttare la cerniera dell’anca, l’atleta compensa mediante una flessione eccessiva dell’articolazione della caviglia e del ginocchio. Ciò provoca un sovraccarico meccanico eccentrico a carico del comparto quadricipitale e della rotula, una prematura insorgenza di fatica muscolare localizzata e una sensibile perdita della velocità di entrata propulsiva e della profondità del centro di gravità durante le fasi di wrestling e striking offensive.

Alterazioni posturali e sovraccarico del rachide cervico-lombare

Sotto pressione o nelle fasi di retromarcia, la cattiva gestione della cerniera coxo-femorale si riflette lungo tutta la colonna vertebrale. L’incapacità di estendere l’anca preservando il neutro pelvico spinge Vettori a compensare con un’iper-estensione del tratto lombare, reclutando in maniera sproporzionata l’erettore spinale e il quadrato dei lombi. Questa iper-lordosi compensatoria porta all’inclinazione posteriore forzata del tronco e alla simultanea estensione del tratto cervicale superiore. Il risultato clinico e tattico è drammatico, poiché il mento si solleva dalla linea di protezione clavicolare, rompendo la puleggia protettiva offerta dal gran dorsale e dal trapezio superiore. In questa configurazione biomeccanicamente svantaggiosa, Vettori assorbe i colpi diretti senza la capacità di dissipare l’energia cinetica attraverso la catena posteriore, esponendosi a danni da impatto e a contraccolpi accelerativi sul rachide cervicale e sul viso.

Bioenergetica e disfunzione del pattern respiratorio

Storicamente riconosciuto per un volume di lavoro e un’incassabilità fuori dal comune, l’atleta ha mostrato nel 2025 un’alterazione marcata nei sistemi energetici di ripristino inter-round e intrinsecamente durante gli scambi ad alta intensità. Nelle fasi avanzate dei round, la frequenza respiratoria di Vettori si deteriora precocemente verso una respirazione prevalentemente toracica alta, guidata dal reclutamento accessorio di sternocleidomastoideo e piccoli pettorali. Questo schematismo respiratorio alterato priva il diaframma del suo ruolo primario di stabilizzatore profondo del core e riduce drasticamente l’efficienza degli scambi gassosi. Il deficit di potenza aerobica al limite della soglia anaerobica riduce la velocità di clearance del lattato ematico e degli idrogenioni. L’acidosi metabolica intracellulare altera la sensibilità delle miofibrille al calcio, riducendo la forza di contrazione picco e la velocità di reclutamento delle fibre muscolari a contrazione rapida. La rigidità riscontrata negli arti superiori negli ultimi round è la conseguenza diretta dell’incapacità di risintetizzare ATP a velocità adeguate per staccare i ponti trasversali di actina e miosina.

Neurofisiologia del sovraccarico cognitivo e tunnel vision

Dal punto di vista della neurofisiologia della prestazione, la fatica fisica e il dolore somatico prolungato alterano il processamento degli stimoli visivi e vestibolari. Nei momenti di massima pressione tattica subito dopo aver incassato colpi significativi, il sistema nervoso autonomo di Vettori tende a slittare in una risposta di fight-or-flight simpatica iper-reattiva. Questo stato neuro-vegetativo provoca una costrizione del campo visivo periferico nota come tunnel vision. In un contesto tattico, l’atleta perde la percezione spaziale del ring e, invece di circondare o utilizzare angoli di uscita laterali sfruttando la diagonale esterna propria della guardia southpaw, procede esclusivamente lungo linee rette avanti e indietro. Il restringimento cognitivo gli impedisce di processare le finte dell’avversario e di anticipare i colpi in arrivo con schivate di testa e uscite di busto, trasformando il suo stile da una pressione asfissiante e calcolata a una camminata statica verso l’avversario.

Il reel del performance scientist Mario Savo sul prossimo match di Marvin Vettori

Protocollo di terapia manuale e osteopatia clinica

In vista dell’imminente combattimento contro Naurdiev, la programmazione dell’atleta deve essere strutturata secondo un protocollo integrato di massimizzazione della performance, riprogrammazione neuro-motoria e terapia manuale osteopatica. Il percorso parte dal trattamento di normalizzazione del bacino e del sacro mediante tecniche ad alta velocità e bassa ampiezza sulla cerniera sacro-iliaca, indispensabili per ripristinare il corretto scorrimento articolare e rimuovere i blocchi in torsione pelvica. Parallelamente occorre intervenire sulla catena respiratoria attraverso l’inibizione miofasciale del piccolo e grande psoas e il rilascio manuale dei pilastri del diaframma, consentendo di recuperare l’escursione diaframmatica completa e scaricare la tensione compensatoria dal tratto cervicale. La decompressione sub-occipitale sui muscoli locali e lo sblocco della cerniera C0-C1-C2 completano l’approccio manuale, migliorando la propriocezione della testa e ripristinando la funzionalità del sistema vestibolare e visivo oculomotore.

Riprogrammazione biomeccanica e conditioning specifico

Sul piano della preparazione atletica pura e della riprogrammazione biomeccanica, il lavoro deve focalizzarsi sull’ottimizzazione della potenza della cerniera d’anca tramite esercitazioni in sovraccarico eccentriche e isometriche per il complesso dei glutei e degli adduttori, integrando movimenti come i Landmine Rotational Cleans e i Single-Leg Romanian Deadlifts. Le classiche flessioni del tronco devono essere sostituite da un lavoro mirato sull’anti-rotazione e sulla stabilità del core tridimensionale mediante Pallof Press e Carries asimmetrici, strutturando un busto solido in grado di trasferire la forza senza dispersioni lungo la colonna. Per quanto riguarda la bioenergetica, si rendono necessarie sessioni di High-Intensity Continuous Training su ergometri e con sovraccarichi leggeri per stimolare l’ipertrofia delle fibre rosse a contrazione lenta nei muscoli propulsori, aumentando la densità mitocondriale e la capacità tampone oltre la soglia anaerobica. Infine, l’integrazione neuro-cognitiva prevede di accoppiare il condizionamento fisico a task visivi e decisionali tramite Strobe Glasses e stimoli luminosi a variazione casuale sotto sforzo, forzando il cervello a mantenere attiva la percezione visiva periferica anche in condizioni di profondo debito d’ossigeno.

L’incontro del prossimo 3 ottobre a UFC #332  (i due atleti si dovevano incontrare a Baku già il 17 giugno scorso poi il match UFC non si fece più) non rappresenterà soltanto un test sulle doti caratteriali e la determinazione di Marvin Vettori, tra l’altro dopo un periodo difficile fuori e dentro l’ottagono. Sarà, soprattutto, il banco di prova per verificare se il lavoro di ristrutturazione biomeccanica, prevenzione e ottimizzazione fisiologica sia stato in grado di correggere le falle funzionali emerse nel 2025. Solo attraverso un approccio rigorosamente scientifico, guidato dalla comprensione profonda dell’anatomia funzionale e della catena cinetica, un atleta di élite può invertire un trend negativo, prevenire l’usura strutturale e tornare a esprimersi ai vertici mondiali delle arti marziali miste. Adesso è il momento di dare tutto, oltre la biomeccanica, oltre la Scienza applicata, adesso Marvin serve anche e soprattutto il cuore. Da contratto è l’ultimo match in UFC. Tradotto: non si può più sbagliare. O dentro o fuori!

Lo sport scientist/analista sportivo Mario Savo

*Mario Savo (nella foto sopra) – Sport Scientist nello sport d’elite, esperto di massimizzazione della performance, prevenzione e riabilitazione infortuni.

Con oltre 15 anni di esperienza internazionale nel calcio professionistico, ha lavorato con Manchester City, Lazio, Pisa e Al Faisaly, in Italia, Inghilterra e Arabia Saudita. E’ Presidente dell’AIAPC (Associazione Italiana Analisti di Performance Calcio) e docente di Analisi di Prestazione e Football Medicine in diversi istituti italiani ed esteri. Oltre al Calcio é esperto di massimizzazione della performance nel Football Americano e in contesti Tattico-Militari (atleti tattici: forze armate, forze speciali e first responders).

In seguito all’iniziale formazione in qualità di Preparatore Atletico sta concludendo un secondo percorso di laurea in Osteopatia, Massoterapia e Tecniche Manuali Complementari per la riabilitazione nello Sport. Da sempre appassionato di Arti Marziali, ha praticato Kung Fu Shaolin e al momento pratica Jujitsu tradizionale giapponese.

 

Marcel Vulpis

Marcel Vulpis

Romano, 57 anni, giornalista professionista, specializzato in temi di economia e politica dello sport. Ha fondato nel 2004 l’agenzia nazionale online “SportEconomy” (dedicata al mondo dello sport business a 360 gradi) dirigendola fino ad oggi. Ha ricoperto ruoli dirigenziali nel calcio e nel ciclismo. Docente universitario a contratto per le più importanti università italiane (con focus su comunicazione/uffici stampa e marketing). Opinionista televisivo, editorialista e scrittore. Nel 2017 ha scoperto casualmente gli sport da combattimento (Combat Sports) e da lì è nata una grande passione che ha portato alla nascita del progetto di sports-news “TheDailyCage.it”.

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