(con il contributo di Davide Pollastri) – All’Utilita Arena di Birmingham, nel main event di una riunione pugilistica promossa da Eddie Hearn (Chairman di Matchroom Boxing), “The Surgeon”, 29 anni e un record ad oggi di 13 vittorie, 0 sconfitte e 1 pareggio, ha sofferto più del dovuto contro il coriaceo australiano nato però in Irlanda del Nord. Tuttavia, in virtù di questo successo, la medaglia d’argento ai Giochi Olimpici di Tokyo diventa sfidante obbligatorio di Dmitrii Bivol.
Davanti al pubblico amico, Ben Whittaker ha conservato la cintura WBC Silver conquistata a novembre 2025 contro Benjamin Gavazi e si è assicurato il ruolo di primo sfidante IBF di Dmitrii Bivol, attuale detentore delle corone IBF, WBA, WBO e IBO dei mediomassimi (nonché n.6 della classifica pound for pound di BoxRec). La serata per il britannico è stata però tutt’altro che tranquilla. Dopo aver dominato i primi nove round, nelle ultime tre riprese è emersa la caparbietà del 30enne australiano Conor Wallace (17-2), il quale ha prima scosso il detentore con un sinistro al volto nel decimo round e poi lo ha letteralmente dominato nella dodicesima e ultima ripresa.
Whittaker, al primo match sulla distanza delle dodici riprese, nell’ultimo round è perfino finito tre volte al tappeto, senza però subire alcun conteggio in quanto l’arbitro, il britannico Kieran McCann, non ha considerato gli atterramenti dei veri e propri knockdown. Questi episodi sono certamente i punti più contestati del verdetto che, in virtù dei cartellini dei giudici Victor Loughlin (117-111), Alexander Plumanns (116-112) ed Enrico Terlizzi (115-113), ha finito per premiare il pugile delle West Midlands. Se e quando affronterà Bivol, tuttavia, ci vorrà una boxe più intelligente. Il campione russo è un autentico fuoriclasse e non concederà a Whittaker tutto quel vantaggio nei primi round di cui ha goduto “The Surgeon” contro Wallace.









