(con il contributo di Mario Savo)* – Il prossimo scontro a Cage Warriors (al PalaPellicone di Ostia sabato prossimo 17 ottobre) tra Giuseppe Mastrogiacomo (24enne fighter romano del team Aurora di Lorenzo Borgomeo con uno score di 9-1-0), soprannominato “The Demon“, e il 28enne ellenico Alexis Tsarmantidis (score di 7-2-0) offre una finestra di analisi straordinaria per comprendere come l’ottimizzazione biomeccanica e il condizionamento fisiologico strutturato possano determinare l’esito di un match ai massimi livelli europei.
Mastrogiacomo (alto 175 cm), atleta dotato di un’esplosività non comune e di un profilo atletico poliedrico (in Cage Warriors ha una serie di 6-1-0), incarna l’evoluzione del fighter moderno. Tuttavia, per esprimere appieno il potenziale espresso dal nickname “The Demon” senza incorrere in compensi funzionali o infortuni da sovraccarico, la struttura atletica necessita di un’architettura scientifica rigorosa, capace di collegare i pilastri dello studio clinico-osteopatico alla massima espressione di potenza in gabbia.
Biomeccanica della catena cinetica e trasferimento di forza nello Striking e nel Grappling
Dal punto di vista puramente biomeccanico, l’efficacia di ogni gesto tecnico nelle MMA non risiede nella sola massa muscolare o nella forza isolata di un singolo distretto, bensì nell’efficienza del trasferimento di energia attraverso la catena cinetica. Che si tratti di un pugno diretto, di una ginocchiata volante o di un cambio di livello per affondare un takedown, la forza parte dal contatto dei piedi con il suolo e si propaga verso l’alto attraverso gli arti inferiori, il complesso lombo-pelvico-femorale e la colonna vertebrale, per poi scaricarsi sull’avversario tramite le estremità superiori.
Nel caso di Giuseppe Mastrogiacomo, l’analisi funzionale dei suoi movimenti mostra una straordinaria capacità di estensione rapida dell’anca e una coordinazione intermuscolare ottimale nei cambi di direzione. Quando Mastrogiacomo accorcia la distanza, la sua catena posteriore si attiva con tempi di latenza minimi, consentendogli di generare picchi di forza elevati senza dissipazione di energia lungo il tronco. Il ruolo del complesso del core non è quindi soltanto quello di proteggere le strutture vertebrali, ma agisce come un vero e proprio trasformatore di energia biomeccanica. Se il tronco presenta rigidità asimmetriche o deficit di stabilizzazione profonda, una parte significativa della forza prodotta dagli arti inferiori viene dispersa, riducendo l’impatto dei colpi e aumentando lo stress di taglio sulle articolazioni periferiche.
La valutazione osteopatica e la massoterapia sportiva intervengono precisamente su queste dinamiche. Attraverso il trattamento delle restrizioni di mobilità a livello della cerniera toraco-lombare, delle articolazioni sacro-iliache e delle anche, si garantisce che la catena cinetica rimanga fluida e priva di blocchi funzionali. Liberare le fasce muscolari da aderenze e ipertoni compensatori permette all’atleta di ruotare il bacino con la massima velocità angolare, fattore cruciale per sorprendere un avversario solido e tatticamente strutturato come Tsarmantidis (alto 168 cm).

Neurofisiologia, postura e controllo della fatica in vista della sfida di Roma
L’aspetto posturale e la capacità di mantenere il controllo motorio sotto sforzo sono strettamente legati alla risposta del sistema nervoso centrale. Durante le fasi avanzate di un match di MMA, la fatica metabolica e l’accumulo di lattato tendono ad alterare la percezione propriocettiva, riducendo i tempi di reazione e peggiorando la precisione dei colpi. Un atleta capace di conservare una postura neutrale e una respirazione diaframmatica efficiente anche nei momenti di massimo stress fisiologico possiede un vantaggio tattico incalcolabile.
L’analisi del match tra Mastrogiacomo e Tsarmantidis evidenzia l’importanza del controllo dello spazio e della gestione del ritmo. Mastrogiacomo ha mostrato in diverse occasioni una capacità unica di mantenere la lucidità tattica anche nelle situazioni di scambio serrato, caratteristica che richiede un perfetto equilibrio tra il sistema nervoso simpatico e parasimpatico. L’ottimizzazione della meccanica respiratoria tramite il trattamento del diaframma e delle strutture gabbia-toraciche migliora l’ossigenazione tissutale e ritarda l’insorgenza della fatica centrale, permettendo all’atleta di mantenere una frequenza d’attacco elevata per tutte le riprese.
Inoltre, la stabilità posturale influenza direttamente la capacità di assorbire i colpi. Un collo forte, ben bilanciato da una muscolatura paravertebrale e trapezoidale funzionalmente integrata, dissipa l’energia degli impatti diretti al capo, riducendo l’accelerazione angolare del cervello all’interno del cranio. Questo fattore, spesso trascurato nella preparazione tradizionale, è un pilastro fondamentale della tutela della salute dell’atleta a lungo termine e della sua resistenza ai colpi durante il match.
Il reel del perfomance scientist Mario Savo sul fighter Giuseppe Mastrogiacomo
Prospettive per la performance di alto livello
La sfida di Cage Warriors #211 a Roma rappresenta molto più di un semplice evento nel calendario delle MMA europee; è la dimostrazione pratica di come la scienza applicata allo sport possa elevare le prestazioni fisiche e preservare l’integrità degli atleti. L’evoluzione di Giuseppe “The Demon” Mastrogiacomo dimostra che il talento naturale e l’aggressività agonistica, quando supportati da una rigorosa metodologia condizionante, trasformano un promettente fighter in un atleta completo e dominante.
*Mario Savo (nella foto sotto) – Sport Scientist nello sport d’elite, esperto di massimizzazione della performance, prevenzione e riabilitazione infortuni.
Con oltre 15 anni di esperienza internazionale nel calcio professionistico, ha lavorato con Manchester City, Lazio, Pisa e Al Faisaly, in Italia, Inghilterra e Arabia Saudita. E’ Presidente dell’AIAPC (Associazione Italiana Analisti di Performance Calcio) e docente di Analisi di Prestazione e Football Medicine in diversi istituti italiani ed esteri. Oltre al Calcio é esperto di massimizzazione della performance nel Football Americano e in contesti Tattico-Militari (atleti tattici: forze armate, forze speciali e first responders).
In seguito all’iniziale formazione in qualità di Preparatore Atletico sta concludendo un secondo percorso di laurea in Osteopatia, Massoterapia e Tecniche Manuali Complementari per la riabilitazione nello Sport. Da sempre appassionato di Arti Marziali, ha praticato Kung Fu Shaolin e al momento pratica Jujitsu tradizionale giapponese.










