E’ sempre più boxe-spettacolo. Joshua accetta come avversario Jake Paul ma per i “puristi” della noble art non è sport agonistico

(con il contributo di Davide Pollastri) – Boxe, ora è ufficiale: è il britannico, già bi-campione del mondo dei pesi massimi, Anthony Joshua, il nuovo avversario di Jake Paul, l’ex attore-youtuber americano (solo su Instagram conta più i 28,2 milioni di fan) “appassionatosi”, negli ultimi anni, per fama e soprattutto per soldi, a sfide-spettacolo ai limiti del pugilato (l’ultima contro l’ex pugile e inimenticato campione del mono Mike Tyson).  L’appuntamento è, per venerdì 19 dicembre, sul ring del Kaseya Center di Miami (in Florida/USA). Il match, trasmesso in esclusiva da Netflix, sarà il main event di una serata-evento promossa dalla Most Valuable Promotions dello stesso Jake Paul e del suo manager-mentore Nakisa Bidarian.

Si può dire tutto di Jake Paul, tranne che non sappia catturare l’attenzione e l’interesse degli appassionati di pugilato. Pochi giorni dopo la cancellazione del match, che avrebbe dovuto opporlo all’imbattuto campione WBA dei pesi leggeri, Gervonta “Tank” Davis, ecco l’annuncio, a sorpresa, di una nuova sfida che, ne siamo certi, sarà tra le più seguite — e discusse — del 2025. Sarà infatti Anthony Joshua, medaglia d’oro olimpica e già campione unificato dei pesi massimi, a prendere il posto di Davis — travolto da un nuovo tsunami giudiziario — tra le 16 corde del Kaseya Center di Miami.

L’incontro — programmato sulla distanza delle otto riprese da tre minuti e con guantoni da dieci once — conferma, sei mesi dopo la convincente vittoria ottenuta ai punti contro Julio Cesar Chavez Jr., l’intenzione dell’ex youtuber a stelle e strisce di “alzare l’asticella” e di lasciarsi alle spalle quelle esibizioni che l’hanno visto incrociare i guantoni con cestisti come Nate Robinson, artisti marziali come Anderson Silva ed ex campioni, ormai in età da pensione, come Mike Tyson.

Per Anthony Joshua (record 28-4-0), reduce da oltre un anno di inattività e dal KO subito contro Daniel Dubois, questo match rappresenta invece l’opportunità per rilanciare la propria carriera dopo un periodo tutt’altro che esaltante.

In ogni caso, e a prescindere dal verdetto dell’incontro, entrambi i pugili usciranno dalle corde con un bel po’ di milioni in più nelle tasche (si parla già di una torta da 100 milioni di euro), confermando come, nel pugilato contemporaneo, un evento ben organizzato possa essere remunerativo quanto un match per il titolo iridato.

Certamente sono diversi i segnali di dissenso, rispetto all’idea di questo match, provenienti dal mondo dei cosiddetti “addetti ai lavori”. I veri puristi della “noble” art infatti in queste ore stanno storcendo il naso, perchè, per loro, tutto ciò non è accettabile. 

Marcel Vulpis

Marcel Vulpis

Romano, 57 anni, giornalista professionista, specializzato in temi di economia e politica dello sport. Ha fondato nel 2004 l’agenzia nazionale online “SportEconomy” (dedicata al mondo dello sport business a 360 gradi) dirigendola fino ad oggi. Ha ricoperto ruoli dirigenziali nel calcio e nel ciclismo. Docente universitario a contratto per le più importanti università italiane (con focus su comunicazione/uffici stampa e marketing). Opinionista televisivo, editorialista e scrittore. Nel 2017 ha scoperto casualmente gli sport da combattimento (Combat Sports) e da lì è nata una grande passione che ha portato alla nascita del progetto di sports-news “TheDailyCage.it”.

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