Vianello: “Jake Paul vs. AJ? Un campione del valore di Joshua non dovrebbe accettare questi match, ma qui parliamo di decine di milioni di dollari”

Il prossimo venerdì 19 dicembre 2025 al Kaseya Center di Miami (in Florida) il già bicampione del mondo di boxe (pesi massimi), il britannico Anthony Joshua, affronterà l’ex attore-youtuber americano Jake Paul, che, inizialmente, doveva, proprio nel mese di novembre, affrontare un altro boxeur (il campione dei pesi leggeri, questa volta statunitense, Gervonta “Tank”Davis). Un match singolare (previsto, sempre a Miami, per il 14 novembre scorso) anche per la differenza di peso e altezza tra i due, ma, alla fine, tutto è saltato per una serie di problematiche legali collegate ad una circostanziata denuncia dell’ex consorte del giovane boxeur. Il tutto, poi, a pochi giorni dalla data inizialmente prevista. 

Adesso, però, è arrivata questa notizia-bomba (ovvero la sfida Jake Paul vs. AJ) atterrata nel mondo della boxe come un vero e proprio meteorite. Si entra, chiaramente, in una dimensione che di agonistico ha ben poco: siamo, infatti, nella “boxe spettacolo”. E ad attendere con curiosità questa sfida ci saranno soprattutto i 19.600 spettatori dell’impianto sportivo polifunzionale di Miami.

TheDailyCage ha contattato Guido Vianello (nella foto in primo piano – a sin.), fresco vincitore della cintura WBC Continental Americas (conquistata, di recente, negli USA, contro l’imbattuto canadese Alexis Barriere), che, subito dopo la conquista del titolo in esame, aveva manifestato ai media la volontà di affrontare proprio Joshua, magari all’ombra del Colosseo. E invece “AJ” ha scelto il caldo della Florida ed una ricca “borsa” da portare a casa senza grandi difficoltà (Jake Paul si allena da pugile, questo sì, ma non ha mai affrontato dei veri match tecnici). Questo con il campione britannico sarà il primo.

La locandina del prossimo evento di Jake Paul vs. Anthony Joshua – credits @MVP

“Quando sono venuto a conoscenza di questa notizia ero chiaramente triste, perchè un campione come lui (Anthony Joshua, nda) non dovrebbe accettare questa tipologia di incontri, più vicini allo spettacolo che alla boxe. Da quelle che sono le mie informazioni, interne al mondo del ring, dovrebbe affrontare un altro campione, Tyson Fury, ma solo dopo l’estate del 2026. Mi viene da pensare che abbia scelto chiaramente un match facile per allenarsi in vista dell’appuntamento successivo. Al netto di tutto questo, è chiaro che Jake Paul e la sua promotion (l’americana MVP), forti anche dei soldi sauditi (soprattutto del progetto promo-turistico di Riyadh Season), hanno completamente “sballato” l’intero sistema. Ormai è tutto fuori controllo. E anche questa notizia, che stiamo commentando, va nella direzione appena citata. Tanti anni fa non esistevano queste cose, nessuno avrebbe mai pensato persino di metterla in piedi. Oggi è l’esatto contrario. Essendoci di mezzo soldi spropositati è facile che “AJ” abbia alla fine accettato. Ha preferito una sfida tecnicamente “facile”, supportata da svariate decine di milioni di dollari, piuttosto che match difficili, con un pugile giovane come me, ma molto carico e determinato, che si vuole fare vedere per scalare le classifiche. Quindi, chiaramente, il nostro sarebbe stato un match più rischioso. Alla luce di questa notizia non ci sono più le condizioni per proseguire, ma è stato comunque bello, e, per certi versi, anche divertente, tirarlo in causa. Ad ogni modo io sono pronto a combattere. Ogni giorno sono in palestra (a Pomezia, ndr) per allenarmi duramente con il mio staff. Nel caso in cui Jake Paul si dovesse fare male prima del match, o di ogni ulteriore evenienza attualmente non prevedibile, io sono pronto a salire sul ring. In qualsiasi momento….Mai dire mai. Ora mi sto concentrando solo su me stesso, sul mio fisico e sulla mia mente. Rientrerò indicativamente sul ring nel febbraio 2026. Lo staff manageriale che mi supporta (Adam Moorale manager della “Top Rank” dello storico promoter a stelle e strisce Bob Arum) è già al lavoro per individuare l’avversario più interessante (anche se ancora non c’è questo nome), per proseguire nella scalata internazionale” ha spiegato il campione capitolino.

Guido Vianello vince a Philadelphia il titolo WBC Continental Americas.
Marcel Vulpis

Marcel Vulpis

Romano, 57 anni, giornalista professionista, specializzato in temi di economia e politica dello sport. Ha fondato nel 2004 l’agenzia nazionale online “SportEconomy” (dedicata al mondo dello sport business a 360 gradi) dirigendola fino ad oggi. Ha ricoperto ruoli dirigenziali nel calcio e nel ciclismo. Docente universitario a contratto per le più importanti università italiane (con focus su comunicazione/uffici stampa e marketing). Opinionista televisivo, editorialista e scrittore. Nel 2017 ha scoperto casualmente gli sport da combattimento (Combat Sports) e da lì è nata una grande passione che ha portato alla nascita del progetto di sports-news “TheDailyCage.it”.

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