Il 24enne kickboxer rumeno Ștefan Lătescu si è confermato tra i fighter emergenti più temibili di Glory Kickboxing, promotion olandese che è attualmente on air con la pre-card dell’evento numerato #105, che coincide con il torneo finale ad eliminazione diretta dei pesi massimi più pericolosi del pianeta.
Il “Golden Boy“, originario di Iasi, ha vinto (con decisione unanime dei giudici) contro l’italiano Enrico Pellegrino, proveniente da Fight Clubbing, promotion abruzzese (con base a Pescara) nella categoria di peso fino a 95 kg..
Il 28enne leccese è partito molto forte concentrandosi, nei primi due minuti del R1, esclusivamente sui low kick, cercando di indebolire l’opponent romeno. Quest’ultimo l’ha fatto sfogare incassando colpi su colpi alle gambe, poi è salito gradualmente in cattedra sfoggiando una boxe pulita, chirurgica, ma, soprattutto, molto dura. Non a caso il rumeno è un ex pugile. Negli ultimi venti secondi una sequenza prima al corpo e poi al volto ha prodotto il primo K.D. ai danni di Pellegrino. Più prudente, nel R2, l’azzurro, che ha continuato questo tentativo di “demolizione” con le gambe, senza però sortire alcun effetto.
Anche in questo nuovo round, ad un certo punto, Lătescu ha accorciato le distanze alzando il ritmo dei colpi con i pugni. Subito dopo è arrivato un nuovo devastante K.D. con un destro preciso al volto dell’atleta pugliese. Nel terzo ed ultimo round Latescu, intelligentemente, ha saputo contenere l’italiano dando, però, l’impressione ai giudici che poteva diventare, in qualsiasi momento, pericoloso.
L’analisi del match di Pellegrino
Pellegrino ha avuto solo due momenti (nel corso del match) in cui ha fatto arretrare l’avversario, ma la scelta di affidarsi esclusivamente ai low kick non ha pagato, perchè il Golden Boy di Iasi ha dimostrato di essere anche un forte incassatore, oltre che un abile pugile (sia in attacco che in difesa). Pellegrino, nei prossimi match di Glory (ha un contratto biennale con la promotion olanese) dovrà lavorare soprattutto sulla resistenza fisica. Già a metà match, complice anche l’impatto del primo knock down, era in difficoltà a livello “cardio”. Se sulla parte kick è sicuramente promosso, fronte boxe è stato quasi assente. Troppo poco per pensare di essere, o restare, competitivo in Glory, nonostante una imponente prestanza fisica. Positivo comunque che il kickboxer pugliese, nonostante i due K.O. nei primi due round abbia resistito terminando la sfida in piedi.
Lătescu si conferma un K.O-artist
I dati del match confermano un grande dispendio di energie da parte di Pellegrino, che è andato a bersaglio 79 volte su 164 tentativi (con superiorità sia a livello di pugni, che di calci, che di ginocchiate), ma la precisione e la durezza del Golden Boy di Iasi ha dimostrato la qualità della sua tattica. Nel pugilato è andato a segno 19 volte su 52 tentativi, pur tuttavia con così pochi colpi ha mandato giù due volte il gigante leccese, più alto del rumeno e con una reach migliore. Nei kick i colpi che hanno raggiunto l’avversario sono stati 15 su 24. Statistiche molto basse, che confermano come, oggi pomeriggio, Lătescu, tra l’altro, non fosse neppure in grandissima forma, ma la maggiore esperienza in palcoscenici internazionali ha fatto la differenza. Pellegrino infatti si presentava con un numero maggiore di combattimenti (la stragrande maggioranza all’interno del circuito di Fight Clubbing): (28-3-1, 9 KO) vs. lo score di 18-6, di cui 9 KO di Latescu, che, però, anche oggi, si è confermato, con i suoi due knockdown, un vero e proprio artista degli atterramenti (anche se non è riuscito ad infliggere il K.O definitivo).
Due curiosità: Lătescu si è presentato alla ringwalk con una t-shirt “personalizzata” dal suo nuovo main sponsor, l’azienda romena Homico (specializzata nella produzione e vendita di capsule per il caffè); Glory ha “bucato” la intro di Pellegrino presentando il nome e il volto di un altro fighter (un atleta romeno che sarebbe entrato successivamente). Per fortuna si era ancora nella pre-card.








