TAF #12 – Titolo “medi” FPI: Mazzon ha vinto per maggiore esperienza, ma Faraoni può sognare una nuova chance tricolore.

Ha vinto per split decision dei giudici (punteggi: 96-93 – Chiarelli per Mazzon, 96-94 – Migliore per Mazzon, 95-94 – Ruggeri per Faraoni), grazie anche ad una maggiore esperienza internazionale e sfruttando al massimo il fattore “casa”. Il 30enne milanese Christian  Mazzon (15-5-0 – nella foto in primo piano – credit Wagner Mela) ha vinto il titolo FPI pesi medi (cintura consegnata sul ring dal consigliere Andrea Locatelli) ai danni del romano Francesco Faraoni (8-1-0; fino a ieri imbattuto) in un match sulla durata dei 10 round (il tutto è avvenuto all’Allianz Cloud di Milano davanti a oltre 4mila spettatori durante TAF#12).

Nel primo round Francesco Faraoni (fratello del campione di kickboxing Mattia) è partito bene conquistandolo con decisione. Poi, nel  round, Christian Mazzon ha iniziato a colpirlo duro, tanto da arrivare a centrarlo, a 15 secondi dalla fine, con un gancio destro tra nuca e orecchio. Il colpo lo ha visibilmente sbilanciato facendolo cadere, ma prontamente si è rialzato. 

Una immagine dell’Allianz Cloud durante @TAF#12 – foto Wagner Mela

Nel 3° round Mazzon scatenato come una furia è andato sempre avanti sperando di poter chiudere il match prima del termine. Il milanese è un attaccante che sa dove mettere le mani e avanza sempre “muovendo la cintura” (come fanno di solito molti pugili messicani) e Faraoni non lo trovava più con il jab, praticamente braccato dal milanese fino al termine di questo difficile round. Quarto invece a favore di Faraoni (l’ha vinto con colpi rapidi e con una serie di anticipi) sfruttando una reach maggiore rispetto all’avversario. 

Faraoni tenta la “remuntada”

Nel Faraoni più composto, più pulito e attivo dell’avversario, tanto da conquistare per noi il round in esame Nel Mazzon ha caricato, nel primo minuto, 5-6 colpi potenti subiti da Faraoni e, nell’ultimo minuto, ha spinto forte apparendo anche in una forma migliore (almeno fino a quel momento). A partire dal  7° più padrone del ring sicuramente Faraoni, più pulito, spinto ad attaccare, al suo angolo, dal coach Giovanni De Carolis (DT delle nazionali FPI), che, più volte, gli ha chiesto: “Francesco, che cosa sei venuto a fare fin qui?“.

credit photo TAF/Wagner Mela photographer – Francesco Faraoni in azione durante un precedente match

Il racconto degli ultimi tre round del match

Nell’ più veloce puntuale più mobile sulle gambe Faraoni. Nel il campione romano subisce un colpo durissimo di Mazzon (un destro alla mascella ad inizio round) e cala, tra l’altro, come ritmo e intensità, mentre appare più in crescita l’avversario milanese. Quest’ultimo ha caricato colpi duri ed è stato il prodomo di una vera e propria battaglia nell’ultimo round (il 10°). Durissimo sempre Mazzon, che è andato avanti a cercare Faraoni fino alla fine (suo, quindi, l’ultimo round del match per il titolo tricolore). Nonostante i punteggi dei giudici, per noi il match forse avrebbe meritato la parità, perchè la nostra analisi ha assegnato 5 round a ciascuno dei due contendenti.

Dove ha vinto Mazzon su Faraoni

Lato Mazzon il 2°, il 9° e il 10° round hanno sicuramente impressionato i giudici. Faraoni ha boxato bene, in modo sempre pulito, ma non aveva l’esperienza internazionale di Mazzon, che, in alcune fasi del match, è stato più furbo e spettacolare (aspetto quest’ultimo quasi mai considerato nella strategia di gara da parte del campione capitolino). Il colpo subito al 2° round certamente ha fatto partire Faraoni con un handicap da recuperare. Il boxeur romano ha dimostrato, però, di avere una grande tecnica e un gran maestro all’angolo (De Carolis), che lo segue da ben 21 anni. Faraoni è sicuramente da rivedere, ma non è così lontano dal titolo nazionale. Se questo match fosse stato disputato a Roma (forse) il risultato non sarebbe stato lo stesso. Anche il fattore “casa” probabilmente ha avuto il suo peso alla fine. 

Mazzon vs Faraoni locandina TAF#12

Adesso nuovo appuntamento TAF (per l’evento numerato #13) fissato per il 23 maggio sempre all’Allianz Cloud di Milano. Una serata di grande boxe visto che nella stessa serata in Egitto, davanti alle Piramidi di Giza (a poco più di 13 km dal Cairo) si sfideranno per il titolo WBC dei massimi l’ucraino Usyk e l’ex campione di kickboxing olandese Verhoeven. 

Marcel Vulpis

Marcel Vulpis

Romano, 57 anni, giornalista professionista, specializzato in temi di economia e politica dello sport. Ha fondato nel 2004 l’agenzia nazionale online “SportEconomy” (dedicata al mondo dello sport business a 360 gradi) dirigendola fino ad oggi. Ha ricoperto ruoli dirigenziali nel calcio e nel ciclismo. Docente universitario a contratto per le più importanti università italiane (con focus su comunicazione/uffici stampa e marketing). Opinionista televisivo, editorialista e scrittore. Nel 2017 ha scoperto casualmente gli sport da combattimento (Combat Sports) e da lì è nata una grande passione che ha portato alla nascita del progetto di sports-news “TheDailyCage.it”.

TI È PIACIUTO QUESTO ARTICOLO? CONDIVIDILO!

CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO

RESTA AGGIORNATO

Iscriviti alla nostra newsletter per non perderti nulla del mondo dei combattimenti.

ARTICOLI CORRELATI

A soli due mesi dall’ultimo evento, The Art of Fighting si rilancia e torna all’Allianz Cloud di Milano con TAF #13, previsto per sabato 23 maggio. Il programma della serata prevede otto match professionistici, con main e co-main event che offrono ben due sfide per il titolo dell’Unione Europea, oltre a due semifinali per il …

(di Davide Pollastri) - Alla Echo Arena di Liverpool, in una serata promossa dal chairman di Matchroom Boxing, Eddie Hearn, Ben Whittaker il ventottenne di West Bromwich ha messo KO al primo round (dopo poco meno di 2 minuti e 25 secondi) l’argentino Braian Nahuel Suárez con un micidiale gancio destro alla tempia. Negli ultimi …