Boxe – Chi è Antonio Carlesimo il pugile romano che affronterà, per il titolo tricolore pesi massimi, l’italo-cubano Angelo Morejon.

Tra i match della “Rome Boxing Night”, evento ideato a Roma (in programma  il prossimo sabato 4 luglio al Pala Tiziano), dalla FPI (per le celebrazioni dei suoi 110 anni di storia) in collaborazione con TAF e De Carolis Promotions, gli appassionati di boxe potranno assistere alla sfida per il titolo italiano pesi massimi tra il romano Antonio Carlesimo e l’italo-cubano Angelo Morejon. Entrambi arrivano a questo appuntamento da imbattuti e con lo stesso numero di vittorie (10 su altrettanti incontri da “pro”). Entrambi trentenni, ma il capitolino Carlesimo, rispetto al suo avversario, può vantare una percentuale da KO più alta (90 per cento contro il 70), confermando così le sue caratteristiche di picchiatore e di mani pesanti.

Lo abbiamo incontrato al Maxxi al termine della conferenza stampa assieme al suo manager (il promoter capitolino Davide Buccioni della BBT Buccioni Boxing Team). Abbiamo cercato di capire come si sta preparando a questo match, ma anche il suo profilo di uomo e di atleta “pro”.

Il nuovo logo della Federazione Pugilistica Italiana

D: Come ti stai preparando per il titolo tricolore?

Insieme al mio maestro, Simone Autorino, abbiamo fatto una preparazione molto accurata, in base soprattutto alle caratteristiche del mio avversario (l’italo-cubano Angelo Morejon, nda). Non a caso abbiamo fatto le ultime sedute di sparring simulando il suo stile di combattimento.

D: Si è parlato, durante la conferenza stampa, di un match duro e potenzialmente con tanti round. Cosa cambia per te anche rispetto ai precedenti combattimenti?

Dal mio punto di vista la lunga distanza (si combatterà al meglio dei 10 round) è, comunque, vantaggiosa, soprattutto per le mie caratteristiche. Sono infatti un atleta che ha bisogno di trovare la giusta distanza. Devo accorciare e sfiancare l’avversario round dopo round. Per la mia strategia io preferisco la lunga distanza. Mi spiego meglio. Qui non siamo nel dilettantismo dove o riesci a chiudere il combattimento prima del limite o rischi, per le caratteristiche del regolamento, anche di soccombere pur avendo portato colpi pesanti. Nel pugilato “pro” devi avere potenza, tecnica e tanta resistenza. Devi saper chiudere velocemente, come spesso è avvenuto nei precedenti match, o vincere ai punti dopo aver sfiancato l’avversario round dopo round. 

D: Qual è il punto di forza di Morejon?

Sicuramente la difesa, la velocità e l’esperienza maturata anche in ambito internazionale. Ma sul ring non lo temo.

D: Rispetto ai precedenti match disputati questa sarà la prova più dura della tua carriera?

Assolutamente. E’ l’avversario più duro affrontato fino ad oggi in carriera. Ne sono consapevole. Sono contento di dimostrare (soprattutto a me stesso) il mio valore. Per certi versi, è un traguardo importante ma anche un punto di partenza. Essendo il mio rivale (Morejon, nda) in classifica WBC è come se disputassi un match di livello internazionale.

Antonio Carlesimo (a destra) vince a “I Magnifici Sette” – BBT Buccioni Boxing Team – foto agenzia Sporteconomy – tutti i diritti riservati.

D: Qual è invece uno dei tuoi punti di forza?

Una delle mie caratteristiche è che anche quando prendo dei colpi li incasso molto bene e vado sempre avanti sul ring. Questa mia peculiarità spesso viene sottovalutata dagli avversari.

D: Fra i due chi è più picchiatore?

Io sicuramente. Il mio avversario è più tecnico.

D: Quando salirai sul ring a cosa penserai prima di combattere?

Sicuramente mi passerà danti tutta la mia vita e penserò anche alla mia famiglia come è normale che sia. Voglio renderli fieri e dimostrare loro che hanno messo al mondo un “combattente”, un uomo che non si abbatte mai di fronte alle avversità…Sono molto concentrato su me stesso in questo periodo. Preferisco passare del tempo di qualità, magari immerso nella natura, e soprattutto cerco di evitare le persone tossiche che potrebbero distogliermi dai miei obiettivi principali come questo titolo dei massimi. In questo momento cruciale della mia carriera devo tagliare i ponti con persone o soggetti negativi.

D: Qual è il tuo punto di riferimento se parliamo di boxe internazionale?

Nella mia categoria di peso non dico nulla di nuovo se penso al campione ucraino Oleksandr Usyk, al tedesco Agit Kabayel o ancora al forte e giovane britannico Moses Itauma. Questi sono i tre pugili moderni a cui idealmente mi ispiro. Anche se Usyk nell’ultimo match (contro il campione di kickboxing olandese Rico Verhoeven, nda) non ha fatto molto bene.

Il poster studiato per il lancio della sfida Usyk vs. Verhoeven il 23 maggio alle Piramidi di Giza (Il Cairo d’Egitto).

D: A proposito: sei stato d’accordo con il verdetto finale dei giudici?

Tecnicamente il campione ucraino ha vinto e anche prima del limite, ma ad analizzare bene i cartellini dei giudici, fino al momento dello stop dell’arbitro, il vantaggio era di Verhoeven.

D. Ti ha stupito?

Moltissimo. A mio parere Usyk non è è arrivato, come nel passato, in condizioni ottimali al match. E in quest’ultima sfida mi ha stupito di come si sia presentato sul ring. Perchè è un grande professionista e si prepara sempre al top. Detto questo, fino allo stop dell’arbitro, anche per me stava vincendo Rico.

D: Quanto è stata importante per te e per la tua crescita la figura del manager?

La figura di Davide Buccioni è stata più che fondamentale. Mi ha sempre sostenuto anche quando facevo match dilettantistici e spesso mi spronava a passare “pro”, perchè vedeva in me delle caratteristiche specifiche. Dal secondo match in poi mi ha preso nella sua scuderia. Una sorta di “padre” pugilistico.

credit photo @FocusLab – Davide Buccioni – BBT promotion – nella foto Cherchi-Buccioni-D’Ortenzi (a destra)

L’intervista con Antonio Carlesimo si è arricchita, verso la fine, anche per la presenza dello stesso Buccioni a cui abbiamo chiesto come mai il suo “assistito” è visto (da diversi addetti ai lavori) come “perdente”.

“Il pugilato è da sempre tanto strano. Nelle ultime settimane c’è stato il caso della vittoria prima del limite di Luca D’Ortenzi (nella foto sopra a destra) in una riunione importante a Guidonia. Anche lì Luca era dato per probabile perdente, ma alla fine ha vinto per K.O. all’11ima ripresa (contro il polacco Robert Parzeczewski). Chiaramente se parliamo di Morejon parliamo di un match difficile, perchè abbiamo di fronte un atleta molto mobile ed esperto. E’ un boxeur con un background enorme che ha combattuto in tutto il mondo con la nazionale. E’ un avversario fortissimo, ma proprio per questo ci stiamo preparando al meglio per affrontarlo al top della preparazione. Di una cosa come manager poi sono orgoglioso: pochi sanno infatti che Carlesimo è il primo romano che combatte nella storia di un tricolore pesi massimi. Non era mai successo ed è bello che avvenga proprio nell’ambito della Rome Boxing Night e delle celebrazioni per i 110 anni della FPI. Svelo un’ultima curiosità: Antonio Carlesimo ha una caratteristica presente in pochi pugili italiani. In America, uno con il suo stile e potenz,a verrebbe definito “One Punch”. Ovvero un pugile che ti può mettere K.O. in qualsiasi momento anche con un solo colpo. Ogni suo match infatti si può risolvere anche in un solo secondo al primo come all’ultimo round della sfida. Seguitelo sabato 4 luglio nella serata della Rome Boxing Night al Pala Tiziano!

 

Marcel Vulpis

Marcel Vulpis

Romano, 57 anni, giornalista professionista, specializzato in temi di economia e politica dello sport. Ha fondato nel 2004 l’agenzia nazionale online “SportEconomy” (dedicata al mondo dello sport business a 360 gradi) dirigendola fino ad oggi. Ha ricoperto ruoli dirigenziali nel calcio e nel ciclismo. Docente universitario a contratto per le più importanti università italiane (con focus su comunicazione/uffici stampa e marketing). Opinionista televisivo, editorialista e scrittore. Nel 2017 ha scoperto casualmente gli sport da combattimento (Combat Sports) e da lì è nata una grande passione che ha portato alla nascita del progetto di sports-news “TheDailyCage.it”.

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