Kickboxing – Michael Samperi torna a combattere a Glory #109. A settembre “The Sicilian Warrior” affronterà il croato Antonio “Krajina” Krajinovic.

Nelle ultime ore è stato ufficializzato il nome del prossimo avversario di Michael Samperi, giovane 25enne fighter siciliano che si è ben distinto al debutto in Glory (nei mesi scorsi) con una vittoria per KO devastante (tanto da essere considerato uno dei colpi più belli e intensi della stagione “2026” di Glory Kickboxing).

Adesso è ufficiale: Samperi, da noi ribattezzato con affetto “The Sicilian Warrior“, affronterà, all’RTM Stage di Rotterdam il prossimo sabato 5 settembre 2026 (@Glory 109), il forte 29enne combattente croato Antonio Krajinović (182 cm. per 77 kg di peso), già presente da tempo in Glory, tanto da essere considerato il n.4 del ranking “welterweight” (169,1 libbre).

L’atleta della penisola balcanica si presenta con 4 successi (di cui 2 per K.O.) e una sola sconfitta, ad aprile di quest’anno contro il gigante tedesco Valentin Knau (durante Glory #107). Ironia della sorte proprio in questa edizione di Glory ha debuttato il giovane campione siciliano con un KO da annali ai danni del veterano marocchino-olandese Said Kabil. 

Antonio Krajinović arriva dalla promotion croata “Golden Fight” dove ha ben figurato prima del passaggio a Glory, che ha sempre pescato storicamente tra i talenti dell’Europa dell’Est (principalmente appunto Croazia, Romania e Serbia). 

Atleta forte, potente e identirario. Non a caso si fa chiamare in patria “Krajina“, nome della regione geografica e storica della Croazia situata nell’entroterra dalmata e lungo i confini con la Bosnia. Il termine letteralmente sta per “confine”, per “zona di confine”. 

Il termine krajina, tra l’altro, è un vocabolo diffuso in diverse lingue slave (tra cui serbo-croato e sloveno) che significa “regione” o “territorio”. Deriva dalla parola kraj (fine o limite) ed è storicamente impiegato proprio per indicare una zona di frontiera.

credit image @website Glory Kickboxing

Analizziamo le caratteristiche del prossimo avversario di Samperi

Ma torniamo alla sue caratteristiche di combattimento: il suo stile è quello del “pressure fighter” potente e aggressivo, costruito attorno a combinazioni di pugni molto pesanti e a un ritmo offensivo elevato. È emerso soprattutto nel K-1/WAKO e poi in Glory, dove si è fatto notare per la capacità di chiudere gli incontri rapidamente.

Pressione costante in avanti: cerca spesso di prendere il centro del ring e costringere l’avversario a retrocedere.

Boxing molto sviluppato: pur essendo un kickboxer, molte delle sue azioni migliori nascono da jab, diretto destro e ganci in combinazione.

Potenza da KO: diversi articoli della stampa croata lo descrivono come un “heavy hitter” o “terrifying puncher“; il suo debutto in Glory contro Teo Mikelić si è concluso in meno di un minuto grazie a una raffica offensiva devastante.

K-1 classico: usa bene i low kick per preparare le mani, ma generalmente il suo marchio di fabbrica resta il lavoro di pugilato e la pressione.

Mentalità offensiva: raramente dà l’impressione di voler vincere solo ai punti; tende a cercare il danno e l’interruzione del match.

Michael Samperi, 25 anni, sotto contratto con Glory – foto Samperi

I punti di debolezza del fighter croato

Come possibili limiti, essendo un combattente molto offensivo, quando affronta avversari tecnici che si muovono molto e contrattaccano bene può essere esposto particolarmente durante gli “ingressi”. Un esempio è la sconfitta per KO contro Valentin Knau (in Glory #107), che ha mostrato come il suo stile aggressivo possa lasciare però aperture contro avversari esperti e precisi. Proprio le caratteristiche di Samperi, che ha un vantaggio di altezza (6 centimetri in più dell’avversario) e leve più lunghe e pesanti. Al “Sicilian Warrior” (originario di Taormina dove è nato e si allena all’Accademia Sicilia da sempre gestita da suo padre Mauro) consigliamo di guardarsi gli highlights dell’ultimo match, quello perso con il tedesco Knau. Messo alle strette non è riuscito a reagire. Velocità e aggressività saranno le armi da mettere in campo e attenzione al suo tallone d’achille: soffre molto i low kick alle gambe. Di contro, come tutti gli atleti serbi e appunto croati, è un fighter senza paura, attacca continuamente e non teme il confronto/scontro diretto. Negli scambi ravvicinati può far male. 

Marcel Vulpis

Marcel Vulpis

Romano, 57 anni, giornalista professionista, specializzato in temi di economia e politica dello sport. Ha fondato nel 2004 l’agenzia nazionale online “SportEconomy” (dedicata al mondo dello sport business a 360 gradi) dirigendola fino ad oggi. Ha ricoperto ruoli dirigenziali nel calcio e nel ciclismo. Docente universitario a contratto per le più importanti università italiane (con focus su comunicazione/uffici stampa e marketing). Opinionista televisivo, editorialista e scrittore. Nel 2017 ha scoperto casualmente gli sport da combattimento (Combat Sports) e da lì è nata una grande passione che ha portato alla nascita del progetto di sports-news “TheDailyCage.it”.

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