Tokyo chiama, Lorenzo Di Vara (30enne atleta brianzolo originario di Costa Masnaga, in provincia di Lecco) risponde. Il prossimo 12 settembre 2026 il fighter italiano salirà sul ring del K-1 WORLD MAX per affrontare l’olandese Darryl Verdonk (30 anni originario di Dordrecht con uno score di 19 vittorie di cui 11 per KO e 8 sconfitte), in un match che mette in palio un posto nella fase finale successiva del prestigioso torneo dei -70 kg.
Per Di Vara (score record di 40 vittorie, 16 sconfitte e 4 pareggi) si tratta di un appuntamento di grande importanza internazionale. Dopo il percorso di qualificazione e la vittoria (nella foto in primi piano la foto del poster) ottenuta contro l’iberico Sergio Sanchez (un atleta molto forte, che. prima dello scontro con il lecchese. vantava 94 vittorie e 18 sconfitte in carriera, già campione Wako-Pro K-1 Rules mondiale ed europeo dei superwelter, nonché campione mondiale ISKA K-1 Rules dei superwelter), l’italiano si trova davanti un avversario di grande esperienza e perfettamente inserito nella tradizione della kickboxing olandese (è stato più volte campione pesi leggeri della promotion “Enfusion” e ormai un veterano nel circuito K-1).
Quello tra Di Vara e Verdonk sarà soprattutto un confronto di stili. Da una parte c’è un atleta italiano che ha costruito la propria identità attraverso velocità, varietà dei colpi e capacità di gestire le distanze. Dall’altra un fighter olandese abituato a imporre ritmo, pressione e intensità, con un repertorio offensivo capace di creare pericoli in ogni momento del combattimento.

Di Vara, che ha conquistato il primo pass per il K-1 ad Oktagon Roma lo scorso novembre 2025 (vincendo un torneo a quattro contro il rivale italo-ucraino Taras ‘’Babayaga’’ Hnatchuck), è un combattente che ama lavorare sulle combinazioni e non dare punti di riferimento. La sua kickboxing si sviluppa attraverso un utilizzo intelligente delle gambe, alternate alla boxe, e attraverso continui cambi di ritmo. Il front kick, in particolare, può diventare un’arma importante per controllare la distanza e impedire a Verdonk di entrare comodamente nella propria zona di combattimento.
L’italiano (a livello manageriale è seguito da Marco Re e Laura Scherini del The King Fight Club di Garbagnate Milanese) ha dimostrato, nelle sue ultime uscite, di possedere anche una buona tenuta sul piano fisico e mentale. Contro Sergio Sanchez è stato costretto a combattere un match intenso, nel quale ha saputo mantenere lucidità e continuità per tutti i round. Una caratteristica che potrebbe rivelarsi decisiva anche a Tokyo.
Dall’altra parte del ring ci sarà Darryl Verdonk, fighter che rappresenta molto bene la scuola olandese. È un atleta abituato a combattere ad alta intensità e soprattutto a trasformare rapidamente la fase di studio in un’azione offensiva. Verdonk non è pericoloso soltanto per la potenza dei suoi colpi. La sua forza sta nella capacità di combinare pugni e calci, aumentare improvvisamente il ritmo e sfruttare ogni esitazione dell’avversario. Il suo repertorio comprende inoltre soluzioni meno convenzionali, come ha dimostrato in passato con colpi spettacolari e capaci di cambiare l’inerzia di un incontro.
Per Di Vara, dunque, sarà fondamentale non concedere al rivale il controllo del centro del ring. L’italiano dovrà cercare di lavorare sugli angoli, muoversi dopo le combinazioni e utilizzare i calci per tenere Verdonk a distanza.
Allo stesso tempo, una strategia eccessivamente attendista potrebbe rivelarsi rischiosa. Contro un fighter come l’olandese infatti sarà necessario rispondere alla pressione con azioni precise, cercando di anticiparlo e di non permettergli di costruire le proprie combinazioni.
La gestione della distanza potrebbe essere la vera chiave tattica dell’incontro. Di Vara potrebbe avere interesse a spezzare il ritmo, alternando momenti di pressione a fasi di maggiore mobilità. Verdonk, invece, cercherà probabilmente di trasformare il match in una battaglia ad alta intensità, nella quale la sua fisicità e la sua capacità di attaccare in serie possano fare la differenza. Sarà quindi una partita a scacchi combattuta a ritmo di calci e pugni. Precisione contro pressione, varietà contro intensità, gestione della distanza contro aggressività. L’olandese deve anche recuperare psicologicamente le ultime due sconfitte, sempre al K-1, contro il forte brasiliano Jonas “Salsicha” Julio, anch’egli presente nel torneo ma opposto ad un fighter armeno.
Verdonk porta con sé esperienza, abitudine ai grandi palcoscenici e un arsenale offensivo estremamente pericoloso. Di Vara risponde con tecnica, velocità, intelligenza tattica e la consapevolezza di essersi guadagnato sul ring questa opportunità.
Per Lorenzo Di Vara, il match rappresenta molto più di una semplice sfida. È l’occasione per confermare sul palcoscenico giapponese la crescita mostrata negli ultimi mesi e per dimostrare di poter competere ai massimi livelli nella categoria dei 70 kg. Il 12 settembre a Tokyo non sarà infatti ancora la finale assoluta del K-1 WORLD MAX -70 kg, ma l’Opening Round/Final 16, che mette in palio l’accesso alla fase finale del torneo nipponico.
In Giappone, sarà dunque Italia contro Olanda. Ma soprattutto sarà uno scontro tra due interpretazioni diverse della kickboxing moderna. E in un torneo come il K-1 WORLD MAX, dove ogni dettaglio può decidere il destino di un fighter, sarà proprio la capacità di imporre il proprio stile a poter fare la differenza. Più in generale sarà da seguire anche il match molto atteso tra il brasiliano Jonas “Salsicha” Julio (particolarmente apprezzato e amato in Giappone) e il fortissimo kickboxer armeno Zhora Akopyan. In totale il prossimo 12 settembre parteciperanno 16 atleti in rappresentanza di 14 diversi Paesi (Olanda, Brasile e Australia con due fighter a testa).









