Culturismo – L’americano Nick Walker alza al cielo il “Sandow Trophy” (Mr. Olympia 2026/Men’s Open).

Sul palco dell’Orleans Arena di Las Vegas in Nevada (USA) non era in palio soltanto il titolo di Mr. Olympia 2026 (il titolo internazionale più ambito nel mondo del culturismo), ma una fetta importante della storia recente del bodybuilding. La Men’s Open (quella riservata ad atleti senza limiti di peso) arrivava all’appuntamento con una delle line-up più interessanti degli ultimi anni e con una domanda precisa: chi sarebbe riuscito a imporsi in una categoria nella quale quattro uomini sembravano avere argomenti concreti per puntare al Sandow*?

La risposta di questa edizione (2026), sotto l’egida della IFBB Pro, è stata Nick Walker (32enne originario del New Jersey già vincitore nel 2021 di un Arnold Classic). Il “Mutant” ha conquistato per la prima volta il titolo di Mr. Olympia, chiudendo davanti al britannico di origini nigeriane Samson Dauda e al connazionale Derek Lunsford. Un successo che arriva dopo il sesto posto ottenuto nel 2025 e che rappresenta il punto più alto della carriera agonistica di Walker. Il punteggio ufficiale racconta anche quanto sia stato serrato il confronto al vertice: Walker ha chiuso con 18 punti, Dauda con 20 e Lunsford con 24.

Quattro uomini per un “Sandow”

La vigilia aveva costruito una sfida estremamente aperta. Lunsford arrivava a Las Vegas da campione in carica, con due Sandow già nella propria bacheca e la possibilità di raggiungere un ristretto gruppo di campioni capaci di conquistare tre titoli. Dall’altra parte c’erano Dauda, campione nel 2024, Andrew Jacked e Walker. Proprio questi quattro atleti sono stati protagonisti dell’ultimo callout del prejudging del 25 settembre, un’indicazione significativa della direzione presa dal confronto secondo i giudici.  La sorpresa più importante è arrivata però dalla composizione stessa del podio. Lunsford, che nel 2025 aveva riconquistato il titolo, questa volta ha dovuto accontentarsi del terzo posto. Dauda ha invece migliorato sensibilmente il quarto posto dell’edizione precedente, tornando sul podio due anni dopo il suo titolo del 2024.  E al centro di tutto c’è Walker.

Nick Walker, dal sesto posto al titolo

Dodici mesi possono cambiare completamente la percezione di un atleta. Nel 2025 Walker aveva chiuso soltanto sesto. Nel 2026 è salito sul gradino più alto del bodybuilding mondiale.

La stagione aveva già fornito segnali importanti: Walker arrivava all’Olympia dopo la vittoria al Tampa Pro, mentre il suo ritorno nella zona calda della Open aveva alimentato le aspettative attorno alla sua condizione. Durante il prejudging di Las Vegas, il miglioramento del controllo del midsection è stato evidenziato tra gli elementi che hanno rafforzato la sua candidatura al titolo. Il verdetto finale ha trasformato quelle indicazioni in un risultato storico. Con 18 punti, Walker ha preceduto Dauda di appena due punti. Lunsford si è fermato a quota 24. Una distanza ridotta, che fotografa una finale estremamente competitiva ai vertici della categoria.

Samson Dauda torna sul podio

Per Samson Dauda il secondo posto ha un significato particolare. Il britannico, già campione nel 2024, aveva vissuto un 2025 sotto le aspettative rispetto al titolo conquistato l’anno precedente, terminando quarto. Nel 2026 è arrivato a Las Vegas dopo aver vinto l’Europa Pro del 13 settembre, quindi con un titolo conquistato immediatamente prima dell’Olympia.

Il suo ritorno nelle prime due posizioni conferma la continuità di un atleta che, negli ultimi anni, è rimasto stabilmente all’interno della fascia più alta della Men’s Open. Il confronto con Walker è stato strettissimo: appena due punti hanno separato il nuovo campione dal secondo classificato.

Derek Lunsford: dal titolo al terzo posto

La storia di Derek Lunsford è probabilmente una delle più interessanti da leggere attraverso il semplice risultato. Nel 2025 era tornato campione, conquistando il suo secondo Olympia. Nel 2026 cercava il terzo titolo, ma il podio di Las Vegas ha raccontato una gerarchia diversa: Lunsford è arrivato terzo, alle spalle di Walker e Dauda. Nonostante il risultato, Lunsford è rimasto nel gruppo di testa per tutto il prejudging. Nel final callout è stato infatti affiancato proprio da Walker, Dauda e Andrew Jacked. Il dato più interessante, quindi, non è soltanto il passaggio dal primo al terzo posto, ma il fatto che il campione uscente sia rimasto coinvolto fino alla fine nella lotta per il Sandow.Andrew Jacked resta ai piedi del podio

Quarto posto per Andrew Jacked, che ha chiuso con 40 punti. Il risultato conferma la sua presenza ai vertici della categoria, anche se non gli permette di migliorare il terzo posto ottenuto nel 2025. Jacked arrivava all’Olympia dopo una stagione particolarmente positiva, con vittorie alla Romania Pro, all’Arnold Classic e all’Arnold Classic UK. Anche lui era stato inserito nel final callout insieme ai tre uomini che avrebbero poi occupato il podio.

La sorpresa Tonio Burton

Alle spalle dei quattro protagonisti annunciati dal prejudging è arrivato Tonio Burton (nato in Lousiana ma cresciuto a Reno nel Nevada), quinto con 50 punti.

Burton ha preceduto Michal Krizanek, Regan Grimes, Behrooz Tabani Abarghani e Brandon Curry. La top ten è stata completata da James Hollingshead. 

Il risultato fotografa una Open estremamente profonda: dietro al gruppo dei quattro contendenti principali, diversi atleti di esperienza internazionale hanno dato vita a una battaglia altrettanto importante per le posizioni immediatamente successive.

La top10 della Men’s Open 2026 – Mr. Olympia

  1. Nick Walker (USA) — 18 punti

  2. Samson Dauda (GB) — 20

  3. Derek Lunsford (USA) — 24

  4. Andrew Jacked (Chinedu Andrew Obiekea) – (EAU) — 40

  5. Tonio Burton (USA) — 50

  6. Michal Krizanek — 64

  7. Regan Grimes — 77

  8. Behrooz Tabani Abarghani — 82

  9. Brandon Curry — 89

  10. James Hollingshead — 100

Un nuovo capitolo per la categoria Open

Il dato più significativo dell’Olympia 2026 è che il Sandow cambia ancora padrone. Dal 2022 al 2025 il titolo era passato da Hadi Choopan a Derek Lunsford, quindi a Samson Dauda, per poi tornare nelle mani di Lunsford. A Las Vegas è arrivato un nuovo nome: Nick Walker.

La vittoria del “Mutant” modifica così nuovamente gli equilibri della categoria. Walker entra nell’albo d’oro come nuovo campione, mentre alle sue spalle Dauda e Lunsford costruiscono un podio che riunisce tre campioni Olympia in carica o recenti. E soprattutto lascia una certezza: la Men’s Open del 2026 non ha semplicemente incoronato un nuovo Mr. Olympia. Ha aperto una nuova fase della categoria. Il Sandow è di Nick Walker. E da questa notte, per la Open, tutto riparte da qui.

La performance dell’italiano Andrea Presti

Una immagine recente del bodybuilder italiano Andrea Presti.

L’Italia aveva in finale, quest’anno, per la quarta volta nella sua storia agonistica, il più forte culturista del movimento tricolore: Andrea Presti (arrivato 16° al termine di questa edizione). Presti, a caldo, ai media e sui social ha dichiarato che il risultato non è stato quello atteso, ma che non si arrende. e ripartirà subito per la conquista del quinto pass, un pass storico perchè raggiungerebbe un altro mito di questo sport: l’italiano Franco Columbu.

Più in generale la finale di Andrea Presti vale doppio perchè erano presenti sullo stage di Las Vegas solo 22 atleti in rappresentanza di appena 11 nazioni al mondo.

  • si riferisce principalmente a Eugen Sandow (considerato il padre del bodybuilding moderno) e alla celebre statuetta-trofeo con le sue sembianze assegnata al vincitore di ogni Mister Olympia su base annuale.
Marcel Vulpis

Marcel Vulpis

Romano, 57 anni, giornalista professionista, specializzato in temi di economia e politica dello sport. Ha fondato nel 2004 l’agenzia nazionale online “SportEconomy” (dedicata al mondo dello sport business a 360 gradi) dirigendola fino ad oggi. Ha ricoperto ruoli dirigenziali nel calcio e nel ciclismo. Docente universitario a contratto per le più importanti università italiane (con focus su comunicazione/uffici stampa e marketing). Opinionista televisivo, editorialista e scrittore. Nel 2017 ha scoperto casualmente gli sport da combattimento (Combat Sports) e da lì è nata una grande passione che ha portato alla nascita del progetto di sports-news “TheDailyCage.it”.

TI È PIACIUTO QUESTO ARTICOLO? CONDIVIDILO!

CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO

RESTA AGGIORNATO

Iscriviti alla nostra newsletter per non perderti nulla del mondo dei combattimenti.

ARTICOLI CORRELATI

Las Vegas ha incoronato il nuovo "re" del bodybuilding mondiale. Il Mr. Olympia 2026, giunto alla sua 62ª edizione, si è concluso con una delle vittorie più importanti della carriera di Nick Walker, capace di conquistare per la prima volta il prestigioso Sandow Trophy. La competizione, disputata dal 24 al 27 settembre nella cornice dell'Orleans Arena, …

Andrea Presti continua a rappresentare la figure più rappresentativa del bodybuilding italiano ai massimi livelli internazionali.  La sua quarta qualificazione al Mr. Olympia (giunto alla 62ima edizione) conferma una continuità agonistica costruita attraverso anni di lavoro, sacrifici e presenza ai vertici della Men's Open (la categoria più seguita/ importante in ogni edizione). Una categoria nella …

Si è chiuso sulla Riviera Romagnola il weekend della Spartan Misano 2026, che il 19 e 20 settembre scorsi ha riunito oltre 6mila partecipanti provenienti da più di 45 Paesi. Due giornate di sport e community con Sprint, Super, Beast, Spartan Kids e numerose attività dedicate ad atleti, famiglie e pubblico. Il maltempo di venerdì …

Bodybuilding - Andrea Presti, l’Italia torna sul palco dei giganti: quarta volta per il campione lombardo al Mr. Olympia (nella categoria “Open”). In gara con atleti di 11 diverse nazioni in rappresentanza di 3 continenti.   Mr. Olympia 2026 tornerà a illuminare Las Vegas (Nevada/USA) dal 24 al 26 settembre, nell’area del Palms Casino Resort …

GIOCHI DEL MEDITERRANEO - TARANTO 2026 IN PILLOLE MEDAGLIE VINTE FIPE 11: ORO 4 (2 Chiacchio, 1 Massidda, 1 Miserendino); ARGENTO 2 (2 Toko Kegne); BRONZO 5 (1 Delia, 1 Massidda, 2 Ficco, 1 Abati). RECORD GIOCHI MIGLIORATI CHIACCHIO (S/T), MASSIDDA (C&J). RECORD ITALIANI MIGLIORATI: TARQUINI Lorenzo: Record Italiano Assoluto Strappo (cat 95 kg): 162 …

Nell'ultima giornata di gare (mercoledì scorso) Simone Abati (nella foto sopra) ha conquistato la medaglia di bronzo nello strappo della categoria 110 kg ai Giochi del Mediterraneo sollevando 175 kg in terza prova. Misura che gli permette di mettere la firma sul nuovo Record Italiano Juniores. Nello slancio poi il ventenne azzurro ha terminato la sua …