Dichiarazione ufficiale (nella foto in primo piano) del Ministero del Turismo e dello Sport della Thailandia (nella persona del ministro Surasak Phancharoenworakul) sulla governance, la promozione e lo sviluppo del settore della Muay Thai a livello internazionale. Questo il testo integrale pubblicato sui canali social governativi:
“È emerso che la Federazione Internazionale delle Associazioni di Muay Thai (IFMA) ha inviato comunicazioni alle autorità e alle organizzazioni sportive, sia in Thailandia sia all’estero, manifestando l’intenzione di ottenere il riconoscimento quale unica organizzazione di riferimento autorizzata a governare la Muay Thai a livello mondiale.
Tali iniziative hanno generato diffusi equivoci in merito al quadro normativo e alla ripartizione delle competenze e delle responsabilità tra le organizzazioni interessate. Hanno inoltre avuto ripercussioni dirette sui professionisti delle sette categorie coinvolte nelle attività pugilistiche, previste dalla legge thailandese sulla boxe del 1999 (Boxing Act B.E. 2542): pugili, allenatori, arbitri, manager dei pugili, responsabili delle palestre e dei campi di allenamento, gestori delle arene e organizzatori di eventi pugilistici.
Anche diverse organizzazioni di Muay Thai hanno riscontrato difficoltà nello svolgimento delle proprie attività e nell’organizzazione di competizioni all’estero.
Inoltre, alcune organizzazioni affiliate all’IFMA in determinati Paesi hanno inviato lettere per esprimere preoccupazione riguardo alle iniziative promosse dal governo thailandese per la diffusione della cultura e degli standard della Muay Thai, tra cui le attività Muaythai Master Class e il programma di certificazione degli standard delle palestre di Muay Thai (Standard Muaythai Gym – SMG). Tali organizzazioni avrebbero motivato le proprie obiezioni richiamando le prerogative regolamentari rivendicate dall’IFMA.
È stata inoltre presentata, secondo quanto riportato, una denuncia anonima relativa all’operato dell’IFMA, nell’ambito della normativa dell’Unione europea sulla protezione degli informatori (Whistleblower Protection Law), ad Atene, in Grecia. La segnalazione riguarderebbe presunte pratiche monopolistiche nel settore della Muay Thai e possibili violazioni della normativa sulla concorrenza derivanti da un presunto abuso di posizione dominante da parte dell’IFMA.
Il Ministero del Turismo e dello Sport della Thailandia, attraverso l’Ufficio della Commissione per la Boxe presso l’Autorità Sportiva della Thailandia (Sports Authority of Thailand), in qualità di organismo governativo istituito ai sensi della legge sulla boxe del 1999, ribadisce pertanto la propria posizione ufficiale e fornisce i seguenti chiarimenti, con l’obiettivo di promuovere una corretta comprensione della questione all’interno della comunità internazionale della Muay Thai.
1. Competenze legali e gestione della Muay Thai in Thailandia
L’Ufficio della Commissione per la Boxe presso la Sports Authority of Thailand è la principale autorità prevista dalla legislazione nazionale thailandese, con competenze dirette in materia di promozione, sostegno, tutela, diffusione e regolamentazione della Muay Thai, comprese l’emanazione di disposizioni normative e la definizione degli standard di riferimento.
Sebbene l’IFMA sia un’organizzazione internazionale riconosciuta dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO) per lo sviluppo e la promozione della Muay Thai amatoriale, la legislazione thailandese non riconosce né attribuisce a una singola organizzazione un’autorità esclusiva o monopolistica sulla gestione e sulla governance dell’intero movimento della Muay Thai.
2. Distinzione tra Muay Thai amatoriale e Muay Thai professionistica e commerciale
Il governo thailandese intende sottolineare la netta distinzione tra la Muay Thai amatoriale, inserita nel contesto olimpico e soggetta a specifici requisiti relativi alle protezioni e ai regolamenti di gara, e la Muay Thai professionistica e commerciale, riconducibile anche al settore dello sports entertainment.
In quest’ultimo ambito rientrano realtà e circuiti come ONE Championship, RWS, Thai Fight, WBC Muaythai e Fairtex Fight, che operano nel quadro normativo relativo alla Muay Thai professionistica e presentano modelli organizzativi, diritti e benefici commerciali, nonché obiettivi economici differenti.
Di conseguenza, le iniziative governative finalizzate alla promozione della Muay Thai, al riconoscimento degli standard qualitativi delle palestre o all’organizzazione di programmi di formazione all’estero costituiscono attività legittime di valorizzazione delle arti, della cultura thailandese e dell’industria sportiva.
Tali iniziative vengono realizzate nel rispetto delle leggi e dei regolamenti applicabili nei Paesi ospitanti.”

3. Apertura, libera concorrenza e non interferenza
Il Ministero del Turismo e dello Sport della Thailandia e la Sports Authority of Thailand riconoscono la missione dell’IFMA e si dichiarano pronti a sostenerne gli obiettivi di sviluppo della Muay Thai amatoriale in vista della partecipazione alle competizioni di livello olimpico.
Il governo thailandese ritiene tuttavia che ogni organizzazione debba operare rigorosamente entro i limiti delle proprie competenze, del proprio mandato e delle responsabilità assegnate.
Di conseguenza, l’IFMA deve astenersi dall’interferire nelle attività commerciali legate alla Muay Thai, nelle iniziative di carattere culturale e nell’operato di altre organizzazioni.
Il governo thailandese conferma la propria disponibilità a collaborare con tutte le componenti del settore, in Thailandia e a livello internazionale, sulla base dei principi di uguaglianza e trasparenza, senza monopoli né restrizioni alla libera e corretta concorrenza.
L’obiettivo è creare le condizioni affinché la comunità e l’industria della Muay Thai possano crescere in modo sostenibile, valorizzando al massimo il patrimonio culturale della Thailandia sulla scena internazionale.”









