Il governo thailandese prende posizione nel dibattito sulla governance internazionale della Muay Thai. Il ministro del Turismo e dello Sport, Surasak Phancharoenworakul, ha ribadito che nessuna federazione può rivendicare il controllo esclusivo di questa disciplina, patrimonio culturale e sportivo del Paese.
Al centro della controversia ci sono le ambizioni dell’IFMA (International Federation of Muaythai Associations) di affermarsi come principale autorità internazionale della disciplina. Bangkok sottolinea invece la necessità di distinguere tra Muay Thai “amatoriale”, legata al percorso olimpico, e quella “professionistica”, caratterizzata da regolamenti, competizioni e interessi commerciali specifici.
Il governo thailandese propone piuttosto un modello aperto alla collaborazione tra diverse organizzazioni, nel rispetto delle normative nazionali e delle rispettive competenze. Pur confermando la disponibilità a sostenere l’IFMA nello sviluppo della Muay Thai olimpica, il ministro invita la federazione a non interferire nelle attività professionali e culturali di altri soggetti.
Il messaggio politico è chiaro: la crescita internazionale della Muay Thai deve fondarsi su pluralismo, trasparenza e pari opportunità, senza monopoli. Per la Thailandia, la disciplina rappresenta un patrimonio collettivo che va tutelato e valorizzato attraverso il contributo di tutte le organizzazioni legittimamente impegnate nella sua diffusione.









