A Riyadh, in Arabia Saudita, il 36enne fuoriclasse messicano (originario di Guadalajara) ha superato il 31enne franco-camerunense Christian Mbilli ai punti dopo dodici riprese*. Una vittoria per netta decisione unanime (115-112, 116-111, 117-110), che gli permette di riconquistare la cintura mondiale “WBC” dei supermedi e di cancellare, almeno in parte, i dubbi seguiti alla sconfitta contro lo statunitense Terence Crawford (le altre due sconfitte sono state a firma di Dmitrii Bivol e ancora prima di Floyd Mayweather Jr.).
Canelo Álvarez (score record di 64-3-2) e Christian Mbilli (da ieri 29-1-1) hanno combattuto alla Kingdom Arena di Riyadh, in Arabia Saudita, nella serata del 31 ottobre 2026, nell’ambito della manifestazione “Mexico vs. The World”.
Canelo sa ancora come si diventa campioni del mondo. Sa, soprattutto, come si gestiscono le notti che contano. Saúl ‘Canelo’ Álvarez torna così sul tetto della boxe mondiale e lo fa con una prestazione di grande esperienza, lucidità tattica e precisione. Nella notte di Riyadh il pugile messicano ha superato il camerunense (nato a Yaoundee), naturalizzato francese (vive in Canada nella metropoli di Montreal), Christian Mbilli, conquistando nuovamente il titolo mondiale WBC dei pesi supermedi.
Dodici riprese per ristabilire le gerarchie di una categoria che continua ad avere nel campione messicano uno dei suoi protagonisti assoluti. I giudici hanno premiato Álvarez con tre verdetti unanimi: 115-112, 116-111 e 117-110. Un successo netto, maturato soprattutto nella seconda parte del combattimento.
Mbilli, arrivato all’appuntamento da campione e imbattuto tra i professionisti, ha provato inizialmente a imporre il proprio ritmo, cercando di mettere pressione al messicano con combinazioni ravvicinate e un volume di colpi superiore. Nei primi round il francese è riuscito a rendere competitivo il confronto, costringendo Canelo a lavorare anche sulle corde.
Ma l’esperienza del messicano (69 match totali e 544 round disputati in carriera) ha progressivamente fatto la differenza (Mbilli aveva fino a ieri disputato 30 bouts e 143 round). Dal sesto round Álvarez ha iniziato a leggere meglio le iniziative dell’avversario, trovando spazio con uppercut, diretti e precisi colpi al corpo. La sua difesa, sempre compatta, ha limitato le iniziative offensive di Mbilli, costretto a inseguire un avversario sempre più padrone del ring.
Nel corso dell’ottava ripresa è arrivata anche una penalizzazione di un punto per Mbilli, sanzionato dall’arbitro per un colpo alla nuca. Un episodio che ha ulteriormente complicato la rimonta del pugile franco-camerunense.
Nelle ultime riprese Canelo ha amministrato il vantaggio con grande intelligenza, alternando contrattacchi e combinazioni, senza concedere all’avversario l’opportunità di cambiare l’inerzia del match. Nel dodicesimo e ultimo round il campione messicano ha trovato ancora un destro importante, chiudendo una serata che lo ha riportato tra i campioni del mondo.
Per Álvarez, 36 anni, si tratta di un ritorno particolarmente significativo dopo la sconfitta contro Terence Crawford nel settembre 2025, che gli era costata il titolo mondiale indiscusso. Il successo di Riyadh rappresenta una risposta concreta a chi aveva iniziato a interrogarsi sulla sua permanenza ai vertici della boxe internazionale.
Per Mbilli, invece, arriva la prima sconfitta della carriera professionistica. Una battuta d’arresto pesante, ma contro un avversario che continua a rappresentare un riferimento assoluto nella categoria.
La serata saudita consegna dunque alla boxe un Canelo nuovamente campione del mondo. Il messicano non ha ancora annunciato il nome del prossimo avversario, preferendo prendersi qualche settimana di riposo. Tra i possibili sfidanti si parla di Hamzah Sheeraz e Lester Martínez.
- main event di una serata, chiamata “Mexico Vs. The World“, inserita nel calendario della Riyadh Season e promossa da Canelo Promotions, Camille Estephan (presidente di Eye of the Tiger) e da Eddy Reynoso (allenatore e manager di Canelo nonché fondatore di “Clase y Talento – no boxing no life management”).








