L’incontro si è tenuto alla Kingdom Arena di Riad, nel main event di una serata, chiamata “Mexico Vs. The World“, inserita nel calendario della Riyadh Season e promossa da Canelo Promotions, da Camille Estephan (presidente di Eye of the Tiger) e da Eddy Reynoso (allenatore e manager di Canelo nonché fondatore di “Clase y Talento – no boxing no life management”).
Nel sottoclou spiccavano il match valido per il mondiale WBA dei supermedi, nel quale il detentore Jaime Munguia ha battuto ai punti Nikita Zon, e quello per il mondiale WBO dei piuma, che ha visto Rafael “El Divino” Espinoza difendere la cintura imponendosi per KO tecnico alla terza ripresa su Ricardo Blandon.
(con il contributo di Davide Pollastri) – Canelo Alvarez (64-3-2, 39 KO) torna campione del mondo WBC dei pesi supermedi.
In un’Arabia Saudita da giorni sotto attacco degli Houthi, il messicano ha superato per decisione unanime il francese-camerunense Christian Mbilli (29-1-1, 24 KO), riappropriandosi della cintura che tredici mesi fa Terence Crawford gli aveva strappato insieme ai titoli IBF, WBA e WBO.
L’incontro opponeva due pugili dai percorsi assai diversi. Da una parte Mbilli, pressure fighter nato in Camerun e residente in Canada, alla prima sconfitta tra i professionisti; dall’altra Canelo, il quale in una carriera iniziata oltre vent’anni fa si è laureato campione del mondo in quattro diverse categorie di peso.
A decidere la contesa è stata proprio l’esperienza. Pur senza regalare una prestazione memorabile, Canelo si è guadagnato ampiamente il verdetto con una boxe essenziale e pragmatica, sorretta da una mascella ancora salda, capace di assorbire i colpi non sempre ortodossi di un avversario che all’ottavo round è stato anche penalizzato di un punto dall’arbitro Hector Afu per un pugno dietro la nuca portato con l’interno del guantone.
La superiorità del messicano è stata ben legittimata dai cartellini dei giudici Guido Cavalleri (116-111), Jorge Luciano Gorini (117-110) e Barry Lindenman (115-112), i quali gli hanno consegnato la sessantaquattresima vittoria da professionista di una carriera che negli anni lo ha visto incrociare i guantoni con campioni del calibro di Gennadiy Golovkin, Floyd Mayweather Jr, Dmitrii Bivol e Terence Crawford (questi ultimi tre sono anche gli unici ad averlo sconfitto, sempre ai punti e non sempre all’unanimità, giacché contro Mayweather Jr uno dei giudici aveva assegnato il pari).
Ora non resta che capire chi sarà il prossimo ad avere l’onere e l’onore di sfidare Canelo. Tra le ipotesi circolate nelle ore successive al match figura anche quella di Jake Paul (12-2, 7 KO), il quale tornerà sul ring il 24 dicembre a Dubai, a un anno dal KO subito contro Anthony Joshua. Commentando sui social la vittoria su Mbilli, lo youtuber statunitense ha promesso a Canelo che prima o poi lo affronterà.
Un simile incontro non renderebbe merito alla carriera del fuoriclasse di Guadalajara, ma potrebbe comunque generare milioni di dollari in virtù della popolarità di entrambi e delle capacità promozionali di cui dispongono attraverso la Canelo Promotions e la Most Valuable Promotions, la società che Paul ha fondato nel 2021 insieme a Nakisa Bidarian.








