Nascerà una nuova “golden age” degli sport da combattimento?

Gli sport da combattimento sono tra le forme di intrattenimento più seguite, coinvolgenti dal punto di vista emotivo e culturalmente significative al mondo. Dal pugilato a Londra alla Muay Thai a Bangkok, passando per gli eventi di MMA da Perth a Las Vegas, milioni di spettatori si sintonizzano regolarmente. Eppure, nonostante la loro diffusione e il loro impatto, gli sport da combattimento rimangono commercialmente sottovalutati rispetto a discipline più tradizionali come la Formula 1, il golf e il calcio.

Non si tratta di una questione di numeri. I dati parlano chiaro. Alcune organizzazioni, come UFC, ONE Championship (nella foto in primo piano) e PFL, generano costantemente enormi volumi di traffico digitale e ascolti televisivi. Solo la UFC vanta oltre 48,9 milioni di follower su Instagram. Secondo il rapporto Nielsen Sports, la ONE Championship si è classificata tra le prime cinque proprietà sportive globali per visualizzazioni di video digitali nel 2022, superando persino la Premier League e la MLB, e guidando il coinvolgimento su Facebook e YouTube tra tutte le organizzazioni sportive. Il pugilato, in particolare, ha visto una rinascita globale, con stadi esauriti nel Regno Unito e in Medio Oriente, e eventi dal vivo innovativi organizzati nel cuore di Times Square, a New York. Lo spettacolo si sta evolvendo, ma la struttura commerciale è ancora indietro. Nonostante l’attenzione crescente e il coinvolgimento sui social, ciò che manca è un’infrastruttura in grado di trasformare questo slancio in valore duraturo e scalabile.

Anche la struttura gioca un ruolo fondamentale. Gli sport da combattimento mancano di una governance unificata. Storicamente, l’industria è stata afflitta da frammentazione, conflitti interni e corruzione. Il pugilato, con il suo intricato sistema di sigle, è stato a lungo criticato per interferenze politiche, decisioni controverse e agende dettate dai promotori. L’MMA, pur essendo più moderno, si è sviluppato in modo altrettanto frammentato, con promozioni rivali più concentrate sul dominio competitivo che sul progresso collettivo. Questa divisione rende quasi impossibile stabilire standard coerenti in termini di salute degli atleti, regolamenti di sicurezza o etica negli affari. Non esistono politiche sanitarie comuni, rappresentanze sindacali o standard unificati per il benessere degli atleti. Di conseguenza, i partner commerciali restano diffidenti verso i rischi reputazionali e operativi degli investimenti.

Nel frattempo, il modello di business privilegia spesso la monetizzazione a breve termine. Le promozioni inseguono picchi virali, numeri di pay-per-view e momenti shock. Anche se questo alimenta l’hype, non crea stabilità. Il branding a lungo termine, tanto per gli atleti quanto per lo sport stesso, viene spesso trascurato a favore del “prossimo momento vendibile”. Questa incoerenza indebolisce la fedeltà e scoraggia gli investimenti strategici.

Lo stesso vale per il mercato delle sponsorizzazioni, che riflette questa frammentazione. Attualmente dominato da app di scommesse e marchi di alcolici, il settore ha puntato molto su entrate rapide invece che sull’allineamento ai valori. Sebbene questi partner offrano “ossigeno finanziario”, impongono anche dei limiti. Settori chiave come salute, finanza, beni di consumo e istruzione esitano a entrare quando il panorama dei brand appare rischioso o disallineato.

Perché non si tratta solo di pay-per-view o clip virali. Si tratta di costruire uno sport che rispetti i suoi atleti, ricompensi i suoi tifosi e ottenga finalmente il riconoscimento che merita a livello mondiale.

Marcel Vulpis

Marcel Vulpis

Romano, 57 anni, giornalista professionista, specializzato in temi di economia e politica dello sport. Ha fondato nel 2004 l’agenzia nazionale online “SportEconomy” (dedicata al mondo dello sport business a 360 gradi) dirigendola fino ad oggi. Ha ricoperto ruoli dirigenziali nel calcio e nel ciclismo. Docente universitario a contratto per le più importanti università italiane (con focus su comunicazione/uffici stampa e marketing). Opinionista televisivo, editorialista e scrittore. Nel 2017 ha scoperto casualmente gli sport da combattimento (Combat Sports) e da lì è nata una grande passione che ha portato alla nascita del progetto di sports-news “TheDailyCage.it”.

TI È PIACIUTO QUESTO ARTICOLO? CONDIVIDILO!

CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO

RESTA AGGIORNATO

Iscriviti alla nostra newsletter per non perderti nulla del mondo dei combattimenti.

ARTICOLI CORRELATI

  Sabato 14 febbraio, all'Aleksandar Nikolić Hall di Belgrado, in Serbia, in concomitanza con BRAVE CF #104, il beniamino locale Nikola Joksović (ex campione dei pesi welter della FNC, nota promotion ungherese) torna a casa (l'evento è patrocinato e sostenuto dalla RSMMAF - Serbian MMA Federation) con l'obiettivo di confermarsi ancora una volta. Sedici vittorie, …

Cage Warriors, una delle principali organizzazioni europee di MMA, ha confermato l'organizzazione di un importante incontro di unificazione del titolo dei pesi leggeri. Il campione Samuel Silva tornerà nella gabbia per affrontare il campione ad interim (il giamaicano, naturalizzato inglese), Omiel Brown al CW #202 (nella foto in primo piano la locandina dell'evento). I due …

Ieri, 7 febbraio, gli appassionati di sport da combattimento hanno vissuto una vera festa del pugilato (a mani nude) e delle MMA, con due grandi eventi a pochi fusi orari di distanza. A Philadelphia, il BKFC KnuckleMania VI ha confermato il crescente fascino della bare-knuckle boxing negli Stati Uniti. La serata, ospitata alla Xfinity Mobile Arena, …

La Professional Fighters League (PFL) ha inaugurato, ieri sera (07 febbraio), la stagione 2026 con il suo atteso evento “Road to Dubai”, ospitato nella Coca‑Cola Arena. La serata ha offerto spettacolo, titoli in palio e nuove stelle emergenti, confermando Dubai come uno dei poli mondiali per le arti marziali miste. Tredici match così distribuiti: 5 …

Serata di alto livello, ieri, a Mosca, per ACA #200, evento celebrativo della promotion russo-cecena andato in scena all’Irina Viner-Usmanova Gymnastics Palace. La card ha mantenuto assolutamente le attese, offrendo match intensi, numerose finalizzazioni e due incontri titolati che hanno segnato la direzione futura dell’organizzazione dell'Europa dell'Est. Il daghestano Gasanov si conferma con una prestazione …