Il futuro del binomio Faraoni-Pellegrino passa per la Romania. Il romano combatte domenica a Tokyo, il leccese sabato ad Arnhem.

Due giovani atleti italiani (il primo romano, il secondo leccese) si incroceranno a latitudini diverse, ma con obiettivi identici: scalare la classifica mondiale e presentarsi (entrambi) sul palcoscenico internazionale della kickboxing come “campioni” di questa disciplina. Parliamo di Mattia Faraoni (34 anni appena compiuti) impegnato domenica 8 febbraio (a partire dalle ore 3:30 italiane) a Tokyo sul ring del K-1 World GP, nel torneo a 8, ad eliminazione diretta, nella categoria di peso fino a 90 kg. Affronterà il rumeno Bogdan Stoica (36 anni), che si è ben allenato per presentarsi in Giappone come potenziale finalista del torneo in esame.

Latescu affronterà Pellegrino a Glory #105

Sempre un rumeno, ma il giorno prima (sabato 7 febbraio dopo le ore 17 italiane), l’ex pugile 24enne Ștefan “Golden Boy” Lătescu (nella foto in primo piano – a sin.) sarà il primo “sbarramento/test” probante per il 28enne leccese Enrico Pellegrino, anch’egli con ambizioni di profilo internazionale. E’ riuscito, infatti, dopo tante esperienze in Fight Clubbing, a strappare un contratto biennale in Glory, attualmente la più importante promotion di kickboxing in Europa e tra le prime tre a livello mondiale. Pellegrino combatterà nel secondo match della pre-card (visibile free sul canale Youtube di Glory a partire dalle 17). E’ un test non semplice, perchè Lătescu, pur essendo più giovane, vanta un’esperienza all’estero di alto profilo (ha debuttato nella promotion locale DFS, la stessa dove si è laureato campione Bogdan Stoica, ma poi ha proseguito in Glory e anche nel K-1 di Tokyo). Pellegrino ha uno score record sicuramente più importante, rispetto al suo opponent, ma se si analizzano gli ultimi suoi otto match, ben sette sono stati organizzati all’interno del circuito pescarese e spesso nella muay thai. A parte una parentesi a Senshi #20 in Bulgaria, dove, nel febbraio 2024, ha perso contro il serbo Milos Cvjeticanin, che, sempre il prossimo 07 febbraio, ma poche ore più tardi, combatterà, contro il francese, di origini marocchine, Sofian Laidouni nelle finali del torneo pesi massimi alla GelreDome di Arnhem).

Una schermata tecnica del profilo di Stefan Latescu – credit photo @Glory Kickboxing

Tornando al debutto dell’italiano, nel pomeriggio di domani, il 28enne kickboxer pugliese (1:91 cm di altezza) si presenta con uno score record di tutto rispetto: 28-03-01 (di cui 09 K.O.). Lătescu cede qualcosa in altezza (1.88), ma è nettamente più giovane (24 anni – originario di Iasi in Romania). In carriera ha combattuto, in importanti promotion, contro fighter molto più titolati. Lo “score” è di 18 successi e 6 sconfitte (con ben 10 K.O.). E’ un ex pugile, ma è molto forte anche nella muay thai (come Enrico Pellegrino). 

Secondo gli addetti ai lavori Lătescu è favorito sull’italiano (nella cat. di peso fino a 95 kg), proprio per la sua esperienza in campo internazionale, ma se Pellegrino dovesse uscire indenne dal primo round (il match è  un 3×3), dove è prevedibile un attacco frontale durissimo nei suoi confronti (proprio nei primi minuti della sfida), potrà sfruttare le sue forti leve per piegare le forze dell’avversario rumeno. Uscendo di fatto alla distanza e sfruttando una maggiore fisicità soprattutto nella parte bassa del corpo.

In caso di vittoria non è da escludere che Pellegrino possa lanciare la sfida a Mattia Faraoni per il primato internazionale nei massimi leggeri. Fino ad oggi Faraoni, già campione mondiale ISKA, ha sempre rispedito al mittente il challenge, anche perchè il leccese è tesserato Federkombat, rispetto alla ISKA del capitolino, ma, al netto di questo, il tutto dovrebbe essere “corazzato” con una borsa economica di alto livello (aspetto, quest’ultimo, che passa tra l’altro per le mani e le decisioni di Carlo Di Blasi). Attendiamo, con interesse e curiosità, questo weekend per valutare quali saranno i nuovi parametri7gerarchie al termine dei match di Arnhem (Pellegrino) e di Tokyo (Faraoni) per nulla “scontati” (nel loro verdetto finale).

Mattia Faraoni durante un allenamento a Tokyo con il maestro Manuele Raini – credit photo Carlo Di Blasi.

 

Marcel Vulpis

Marcel Vulpis

Romano, 57 anni, giornalista professionista, specializzato in temi di economia e politica dello sport. Ha fondato nel 2004 l’agenzia nazionale online “SportEconomy” (dedicata al mondo dello sport business a 360 gradi) dirigendola fino ad oggi. Ha ricoperto ruoli dirigenziali nel calcio e nel ciclismo. Docente universitario a contratto per le più importanti università italiane (con focus su comunicazione/uffici stampa e marketing). Opinionista televisivo, editorialista e scrittore. Nel 2017 ha scoperto casualmente gli sport da combattimento (Combat Sports) e da lì è nata una grande passione che ha portato alla nascita del progetto di sports-news “TheDailyCage.it”.

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