E’ senza ombra di dubbio l’astro nascente della kickboxing italiana (nonostante abbia iniziato a combattere da giovane nella muay thai). Parliamo del 25enne taorminese Michael Samperi*, portabandiera dell’Accademia Sicilia Muay Thai – Team Samperi, allenato dal padre Mauro (suo head coach sin dall’infanzia) e gestito dal manager francese Abdelah Saki, che lo ha portato, dopo ben 36 match, nella stragrande maggioranza dei casi conquistate in giro per l’Europa (33 successi, di cui 18 per K.O, e appena 3 sconfitte), dentro “Glory“, la più importante promotion continentale quando si parla di match di kickboxing.
TheDailyCage lo ha intervistato telefonicamente mentre sta iniziando ad allenardi, nella sua Taormina, in vista del debutto ufficiale a GLORY (nella categoria di peso -77kg).
D: Prima la conquista della cintura iridata “ICO Pro K-1” a Catania, adesso la “chiamata” di Glory…
R: E’ un momento centrale per la mia carriera. Sono molto felice, perchè tutto è avvenuto nel giro di pochi giorni. Prima appunto la vittoria al PalaCatania, con annessa conquista del titolo mondiale ICO Pro K-1, poi, tre giorni fa, la firma del contratto con Glory Kickboxing. Un vero sogno.
D: In quale categoria di peso combatterai e quando, presumibilmente, ti vedremo sul ring di Glory?
R: Combatterò nella categoria fino a 77kg che corrisponde alla welterweight. In questo momento non ho ancora una data precisa in calendario, ma ho capito che la chiamata di Glory potrebbe arrivare quanto prima, e, quindi, anche se non sono al 100%, ho iniziato ad allenarmi con una certa costanza e intensità.

D: Qual è la durata del contratto?
R: Tecnicamente due anni, che partono, però, dalla data della firma del primo match ufficiale in Glory.
D: Come è il livello dei welterweight in questa promotion?
R: Altissimo. Sono tutti super fighter, ma questa è una caratteristica anche di altre categorie, come, ad esempio, i pesi massimi. Nella mia categoria il punto di riferimento è Chico Fernando Samuel Kwasi, atleta surimanese-olandese.
Nella realtà, la mia categoria “ideale” sarebbe fino a 79 kg., ma combatterò due kg sotto per rientrare in quanto richiesto dai matchmaker di Glory. Uscendo dalla mia categoria, sono un fan assoluto di Miguel Trindade, il kickcboxer (portoghese) nei -67,5kg tra i più forti al mondo. In un suo recente match ha scaricato oltre 30 colpi al corpo e al volto del suo avversario in meno di 15 secondi. Qualcosa di incredibile. Non solo ha vinto, ma è stato il match della serata per livello di combattività e spettacolo espressi sul ring.
D: Torniamo un attimo indietro. Come hai iniziato?
R: Nella realtà, la mia prima disciplina è stata la muay thai, non la kickboxing. Poi, dal 2021, ho fatto, assieme a mio padre, una scelta di campo, legata anche alle maggiori opportunità di combattimento e di carriera presenti nella kickboxing. Quella scelta strategica a distanza si è rivelata corretta, perchè, quattro anni più tardi, sono approdato in Glory.

D: Hai parlato di “sogno”, ma, sinceramente, te lo aspettavi?
R: Devo essere sincero. Sì, me lo aspettavo, perchè ho fatto un’altra scelta strategica: ovvero combattere all’estero per confrontarmi con i migliori della mia specialità (la kickboxing). Solo negli ultimi 3/4 anni ho disputato 13-14 sfide tutte di alto livello, perdendo solo una volta, tra l’altro per un infortunio, altrimenti avrei vinto anche quel fight. La firma con Glory non è stato un caso. Certamente devo dire grazie anche a Senshi, dove ho combattuto negli ultimi anni trovandomi sempre benissimo.
D: Perchè ringrazi Senshi?
R: Mi ha dato, sin dall’inizio, grande spazio e attenzione, anche nei piccoli dettagli, dalla gestione del peso fino al post match. Un’organizzazione, quella bulgara, veramente fantastica. E, poi, avendo vinto sempre (ha combattuto ben 4 volte riportando altrettanti successi in occasione di Senshi #23/#24/#26 e #29, nda) questo mi ha reso subito un beniamino per il grande pubblico.
I fan si sono affezionati anche perchè ho stile di combattimento, sempre rivolto alla pressione, all’attacco, con una forte aggressività (sin dalle prime battute del match) nei confronti dell’avversario. Certamente in questo mondo (i combat sports, nda) bisogna vincere tanto. Trentasei vittorie, molte delle quali conquistate all’estero, e appena tre sconfitte, hanno accesso i riflettori di Glory. Ma ripeto questa opportunità è “figlia” del mio sacrificio, dei miei allenamenti e del lavoro dello staff tecnico, a partire dalla figura di mio padre, che ha sempre creduto nel sottoscritto.
D: Sempre a proposito di promotion, sai che molti organizzatori, oltre che fan, ti vorrebbero vedere combattere in Italia?
R: Anni fa stavo per combattere a Petrosyanmania, purtroppo l’occasione, quella volta, è sfumata. Per me sarebbe stato il massimo, perchè il mio punto di riferimento da sempre è Giorgio Petrosyan (ritiratosi dall’attività, lo scorso 22 novembre 2025, a “Petrosyanmania – The Last Fight”). Tra l’altro mi sono allenato diverse volte nella palestra Petrosyan di via Ripamonti a Milano. Ho ancora dei bei ricordi sia di Giorgio, sia di Armen (il fratello, nda).
D: Hai mai pensato di combattere a Oktagon?
R: Mi sarebbe piaciuto, ma, in un determinato periodo della mia carriera, la società di mio padre era sotto un’altra sigla (Federazione, nda). Oggi siamo entrati in FIGHT1 e, quindi, tutto sarebbe sicuramente più semplice.

D: Ormai, però, sei “blindato”?
R: Ho un contratto biennale, ma Glory, a differenza di altre promotion straniere, consente ai suoi fighter di valutare altre opportunità, a meno che non coincidano con un loro evento. In quel caso la promotion olandese ha il diritto di prelazione, come è giusto che sia…
D: In questo primo anno di contratto quante volte ti vedremo combattere in Olanda?
R: Non c’è un numero prestabilito di match. Dipende da quanto vinci e quanto vai avanti nei tornei che ti propongono. Oltre a vincere, poi, devi fare spettacolo. Credo che il mio stile di combattimento possa rispondere a questi requisiti. Sono molto emozionato e non vedo l’ora di debuttare sul ring di Glory.
D: Pensi di trasferirti in Olanda?
R: No, non credo. Preferisco allenarmi in Sicilia, a Taormina, nella palestra di mio padre, ma non escludo la mia partecipazione in camp per fare sparring di qualità. In Senshi, ad esempio, dove ho vinto due cinture (nel settembre e nel dicembre 2024, nda), mi avevano invitato ad uno stage con 30 atleti della mia stessa categoria di peso. Trovo quest’ultimo aspetto un punto di forza della promotion bulgara. Sta crescendo tantissimo in Europa e si trasformando in un modello per la crescita globale del nostro movimento sportivo.
D: Su Instagram (dove hai già più di 14mila follower) abbiamo visto che ti piace lavorare anche come fotomodello?
R: Sì, ma per adesso è solo un hobby, anche se mi piace tantissimo, soprattutto quando non sono impegnato negli allenamenti. Anche in questo caso, per trasformarlo in qualcosa di più redditizio, dovrei trasferirmi a Milano, che, da sempre, è la capitale mondiale della moda. Ma adesso la priorità è combattere e vivere al massimo questa esperienza elettrizzante “targata” Glory.
D: Ultima curiosità per i nostri lettori. Hai un “nickname”?
R: No.
D: Ma sai che, in GLORY, c’è molta attenzione anche a questi piccoli dettagli?
R: Ci lavorerò sicuramente. Alcuni addetti ai lavori mi avevano dato, nei tempi passati, come soprannome ,” The Transformer” o “Golden Lion“. Il primo lo scarterei a prescindere (non mi piace proprio) il secondo mi piace, ma, probabilmente, devo lavorarci di più in chiave marketing e di diritti di immagine, per arrivare a qualcosa che intrighi i fan della kickboxing.
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i titoli vinti fino ad oggi dal 25enne kickboxer taorminese:
ICO PRO K-1 WORLD CHAMPION;
WKA WORLD CHAMPION;
WBC Mediterranean Belt;
ASFO International Belt;
ICO European Belt.









