A leggere alcuni dati, relativamente al concerto di sabato scorso del 30enne cantautore romano Niccolò Moriconi, in arte “Ultimo“, appare chiaro come la musica stia prepotentemente superando il mondo dello sport, soprattutto se ci fermiamo a confrontarli con quelli dell’ecosistema sportivo in generale (a partire dal mondo del calcio).
Ben 250 mila paganti (molti di questi hanno atteso l’evento per giorni chiusi in tende sul prato di Tor Vergata) hanno seguito il più importante concerto live (nella foto in primo piano il poster ufficiale) nella storia della musica italiana. E’ come se, per alcune ore, gli abitanti di Padova o di Reggio Emilia si fossero messi d’accordo per incontrarsi nello stesso posto (Tor Vergata a Roma). E’ come se gli spettatori dello stadio Olimpico, moltiplicati per quattro volte, si fossero uniti tutti insieme per ascoltare la musica di “Ultimo”.
In questo momento non esiste in Italia, in ambito sportivo, qualcosa di comparabile o di similare, sotto il profilo numerico (neppure nel tennis se parliamo di Internazionali di tennis a Roma). Neppure se si mettessero insieme alcuni eventi top anche di diversi sport. Appare chiaro, ormai, un concetto-guida. E’ necessario partire da un’idea forte per poi trasformarla in storia e successivamente in intrattenimento (e magari anche in “legacy”). Questa è l’arma vincente di qualsiasi progetto che dir si voglia. Nella musica questo schema è ormai la normalità, non nello sport, dove si è ancora impaludati sull’idea dell’evento sportivo tout court, dove proprio i contenuti o i soggetti coinvolti non rispondono spesso all’idea di intrattenimento.
Il concerto di Ultimo, appena è stato caricato sulle piattaforme di vendita, molti mesi fa, è andato in sold out in appena 72 ore. Nello sport gli utenti-clienti provano ad arrivare fino all’ultimo giorno, magari sognando il colpo di fortuna o il biglietto gratis. Con questa strategia chiaramente non si può sperare in un futuro roseo. Ecco perchè molti organizzatori, in ambito sportivo, dovrebbero prendere lezioni private dal mondo della musica. C’è da imparare…molto!
L’analisi economica
Sono 250mila gli spettatori paganti infatti che hanno assistito, sabato 4 luglio, a “La Favola per Sempre“ di Ultimo (atterrato sul prato dopo aver volato e salutato i suoi fan dall’alto di un elicottero) a Tor Vergata, il concerto con il maggior numero di presenze paganti nella storia della musica live in Italia, superando persino il primato del Modena Park di Vasco Rossi del 2017. L’evento capitolino ha registrato un incasso stimato di 16 milioni di euro.
Circa 155mila spettatori sono arrivati a Roma da altre regioni e dall’estero, pari a oltre il 60% del pubblico. Per la Capitale l’indotto economico è stimato in 90 milioni di euro, con circa 2 milioni di euro di introiti solo grazie all’incasso della tassa di soggiorno.
Lo spettacolo si è svolto su un palco lungo 140 metri e alto 60, con 2.500 metri quadrati di led, 18 maxischermi e oltre 1.500 punti luce.
L’organizzazione ha previsto inoltre 38 torri delay, 34 torri sceniche e una passerella a forma di infinito lunga 30 metri. Per la sicurezza e la gestione dei flussi è stata mobilitata una macchina organizzativa con oltre 1.000 operatori delle forze dell’ordine, trasporti straordinari (la metro è rimasta aperta per tutta la notte) e servizi dedicati.

Numeri che hanno confermato la potenza di questo grande evento musicale a Roma, come anche sottolineato dallo stesso assessore allo Sport, Turismo, Moda e Grandi Eventi di Roma Capitale, Alessandro Onorato (nella foto sopra), in diversi interventi radio/tv.






