MMA – Il sogno UFC dell’italiano Mingaj interrotto dalla Suloev stretch dell’americano Wes Schultz

Debutto amaro per Mario Mingaj, 26enne fighter albanese naturalizzato italiano (risiede a Villamagna in provincia di Chieti/Abruzzo), che, nella notte di ieri (seguito all’angolo dal coach romano Lorenzo Borgomeo, lo stesso che, in Italia, promuove e co-organizza gli eventi di Cage Warriors), ha perso al primo round (dopo appena 1 minuto e 51 secondi) l’opportunità di strappare un primo contratto targato “UFC“, la più importante promotion dedicata al settore delle mixed martial arts.

La mossa a sorpresa che non t’aspetti: la Suloev Stretch

L’occasione era il “Dana White’s Contender Series” (stagione 9/episodio 10) all’UFC Apex di Las Vegas in Nevada. L’avversario, nella categoria dei pesi medi, era l’americano Wesley Schultz, che, a sorpresa, ha messo in atto, riuscendovi, una mossa assolutamente spettacolare: la cosiddetta “Suloev Stretch” (una variante della leg lock)*, portata a termine, in modo magistrale, ai danni proprio dell’italiano. Quest’ultimo, tra l’altro, vantava un ottimo bagaglio di BJJ ed era arrivato in Nevada con uno score record di 7 vittorie su altrettanti match (Schultz invece si è presentato nella gabbia con 7 successi e 2 sconfitte), di cui alcune importanti nell’ottagono di Cage Warriors.

Schultz al secondo tentativo conquista il pass UFC

L’amarezza, per la prova opaca dell’azzurro (alla sua prima ed unica sconfitta), è doppia: il suo avversario (il 29enne statunitense Schultz, originario di Madison nel Wisconsin), grazie a questa vittoria, ha strappato finalmente il pass (era al suo secondo tentativo alle DWCS) per combattere in UFC. 

Mingaj, sin dall’inizio, ha subito la foga dell’avversario (restandone in balia per quasi tutto il tempo). Schultz, con un bagaglio da lottatore esperto, ha iniziato a colpirlo duro, tanto da mandarlo, per un attimo, K.O. a terra, prima di finalizzarlo con un dolorosissimo stretching muscolare della gamba sinistra. In quel poco tempo che è durata la sfida dell’italiano (appena 111 secondi), lo stesso è sembrato spesso scoperto, abbastanza lento e poco incisivo, nonostante i consigli tecnici che arrivano dall’angolo del maestro. Possibile anche che abbia pagato la tensione del debutto in un palcoscenico importante come le Dana White’s Contender Series (DWCS), porta di accesso alla UFC (nella immagine in primo piano i volti e i nomi degli altri atleti che hanno superato ieri la selezione). Anche in questo caso un fighter italiano non riesce a centrare la vittoria alle DWCS e viene eliminato repentinamente già nella prima fase della gara. 

Cosa si intende per “Suloev stretch”

  • La Suloev Stretch è una variante di sottomissione alle gambe. Porta questo nome, poiché è stata utilizzata, per la prima volta nelle MMA dal fighter Amar Suloev. L’atleta armeno-yazida finalizzò l’avversario Paul Cahoon proprio utilizzando questa variante di leg-lock. La medesima tipologia di sottomissione è stata eseguita, anche nel 2018, e sempre in UFC, da un altro fighter: il temibile russo Zabit Magomedsharipov
  • credits photo: Instagram official profile DWCS/UFC
Marcel Vulpis

Marcel Vulpis

Romano, 57 anni, giornalista professionista, specializzato in temi di economia e politica dello sport. Ha fondato nel 2004 l’agenzia nazionale online “SportEconomy” (dedicata al mondo dello sport business a 360 gradi) dirigendola fino ad oggi. Ha ricoperto ruoli dirigenziali nel calcio e nel ciclismo. Docente universitario a contratto per le più importanti università italiane (con focus su comunicazione/uffici stampa e marketing). Opinionista televisivo, editorialista e scrittore. Nel 2017 ha scoperto casualmente gli sport da combattimento (Combat Sports) e da lì è nata una grande passione che ha portato alla nascita del progetto di sports-news “TheDailyCage.it”.

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