Non è riuscito a vincere e, conseguentemente, a conquistare la cintura WLF (Wu Lin Feng) dei pesi leggeri (155 libbre/-70,3 kg.), opposto al forte beniamino locale Ouyang Feng, al termine di una “battaglia” di 5 round (il verdetto dei giudici alla fine è stato; “decisione unanime”), ma il kickboxer italo-ucraino Taras Hnatchuk (in forza al Team Lottatori Milano) ha confermato di aver raggiunto una maturità nel combattimento, tanto da proiettarlo, al di là del risultato finale (un pò troppo benevolo per il fighter cinese), tra gli specialisti indiscussi della kickboxing mondiale.

“Baba Yaga“, così come viene chiamato Hnatchuk dai suoi supporter, ha subito, per la cronaca, un conteggio nel terzo round (un colpo preciso al mento), ma, da quel momento, il suo match è stato un vero e proprio crescendo. L’italo-ucraino ha aumentato l’intensità del match affrontando Feng a viso aperto (accettando lo scontro senza alcun timore). Nonostante abbia recuperato nella parte restante del match, i giudici del circuito hanno assegnato al rivale asiatico (28enne portabandiera dell’AFU Fight Club) un verdetto incontestabile.
Il coraggio dimostrato da Hnatchuk (seguito all’angolo dal coach Diego Voltolin), però, ha illuminato la scena di Pingdingshan (città della provincia di Henan in Cina), sede ufficiale dell’evento n.556 “WLF Max“. Secondo quanto riportato dallo staff dell’italiano, il match è stato alla pari (al netto del conteggio) fino alla fine, tanto da vedere Feng abbandonare il ring in chiara difficoltà (molti i colpi subiti dal cinese soprattutto alle gambe). Gli organizzatori avrebbero già richiesto la presenza di Hnatchuk (tra 2-3 mesi) in un nuovo evento, per lo stile di combattimento dimostrato durante i cinque round.








