Il nuovo campione italiano dei pesi “medi” (FPI) è Giovanni “Nino” Rossetti (classe 2000 – nella foto in primo piano con la cintura tricolore), portabandiera della palestra Quero-Chiloiro (fondata a Taranto, a via Emilia 20, nel lontano 1970). Ha conquistato la cintura tricolore superando ai punti Francesco Faraoni, dopo un match molto intelligente sotto il profilo tattico.
Una sfida titolata andata in scena nella Capitale in occasione della “Roma Boxing Night” (format costruito dal binomio TAF-De Carolis Promotions per le celebrazioni dei 110 anni della FederBoxe). PalaTiziano (palazzetto olimpico dei Giochi di Roma 1960) la location scelta degli organizzatori per una main card partita alle ore 19 di ieri.
Il tarantino Giovanni Rossetti (25 anni) già campione italiano dei medi nel 2022 (contro Carlo De Novellis a Reggio Emilia) e detentore del WBA del Mediterraneo 2025 (score record di 18 vittorie di cui 7 KO e 4 sconfitte), ha vinto contro il beniamino di casa Francesco Faraoni, 31 anni, e con un record di 8 vittorie (di cui 2 per KO) e 1 sconfitta (l’unica, pochi mesi fa, all’Allianz Cloud di Milano nel match contro Christian Mazzon, che poi ha lasciato vacante il titolo).
Stesso peso e stessa altezza (180 cm.), il campione di Sava (località in provincia di Taranto), seguito da sempre dal maestro Aldo Quero, poteva vantare una maggiore esperienza, sia a livello di match disputati, sia per la qualità delle sfide disputate fino ad oggi. Dal canto suo Francesco Faraoni vantava un maggior numero di incontri da “dilettante” (oltre 130) avendo gareggiato all’interno del Gruppo Sportivo dei Carabinieri, oltre ad essere l’idolo locale (come Mauro Forte e Antonio Carlesimo).
Rossetti ha mostrato una tenuta fisica di alto livello per l’intera durata del match, Faraoni invece è stato più altanelante (con un rush finale sicuramente nelle ultime due riprese, dove ha cercato anche il colpo risolutore contro il tarantino). Più mobile infatti il portabandiera della palestra Quero-Chiloiro, che ha dimostrato saggezza tattica e non ha mai mollato neppure per un round. Confermando una tenuta fisica e una capacità unica nel non farsi “influenzare”, nonostante combattesse in casa del beniamino locale Francesco Faraoni (sostenuto da centinaia di tifosi e dal fratello kickboxer Mattia, campione del mondo ISKA cruiserweight – atteso da un match importante a Rosolini in Sicilia il prossimo 25 luglio).
Per il 31enne pugile romano l’assalto al titolo tricolore è solo rimandato. Francesco Faraoni deve attendere probabilmente un attimo. Non deve avere fretta puntando su un maggiore numero di match, prima di tentare, per la terza volta, la strada del titolo FPI, che è alla sua portata, ma ha bisogno di maggiore esperienza, anche perchè questo era il decimo match da “pro”.
In entrambi i casi infatti ha perso con due pugili molto più esperti. Lo stesso Giovanni Rossetti aveva dalla sua ben 22 match. Il precedente avversario (Christian Mazzon) poteva vantare il doppio dei suoi match (15-5-0). Un dato non solo statistico, soprattutto se si analizzano, con attenzione, la qualità dei match disputati (molti anche all’estero). Molto bene però lo sparring fatto all’estero (in Lettonia) in queste ultime settimane. L’unico consiglio che ci permettiamo di dargli (e di questo ne abbiamo già parlato con lui) è di lavorare nel futuro per potenziare i colpi. Ha una boxe bellissima da vedere, molto tecnica (impattante sotto il profilo tv), ma non sempre dà l’impressione di fare male quando colpisce l’avversario.
“”Nino” mi ha ascoltato e ha saputo mettere in pratica tutto quello che ci eravamo detti in queste settimane di preparazione in palestra…Lo ha fatto e ha vinto con la testa e la tenuta fisica” ha spiegato a The Daily Cage, Aldo Quero – maestro e co-titolare della omonima struttura. “Sapevamo che Francesco Faraoni era un avversario temibile e molto tecnico. Gli ho consigliato di mettergli, da subito, pressione, mantenendola costante per tutta la durata del match. Portando avanti sempre il sinistro, per poi doppiare i colpi a due mani, uscendo lateralmente, o indietreggiando, così da non dare punti di riferimento all’avversario. E così ha fatto! In sintesi, abbiamo tolto spazio a Faraoni, perchè il suo pugilato è molto bello e tecnico. E’ un pugile molto bravo e temibile anche perchè era al suo secondo assalto al titolo tricolore. Nino, ripeto, lo ha pressato in ogni fase del match. Non ha fatto però il suo pugilato così come lo conoscono nell’ambiente. Lo abbiamo stravolto, ma questo cambio di strategia ci ha permesso, alla fine, di vincere. Ha fatto l’attaccante, ha preso sempre le redini del match, tenendo costantemente il centro del ring e questa strategia è stata, alla fine, vincente. Lo ho incitato all’azione con i costanti diretti sinistri, anche se non sempre vi è riuscito. In questo modo non faceva partire Faraoni per poi colpirlo con le combinazioni a due mani. Alla fine ha comandato sempre lui per l’intera durata match. Ha peccato qualche volta perchè restava sui colpi. Nella nona e decima ripresa, specialmente nell’ultima, abbiamo visto Faraoni molto pericoloso. Gli ho detto di mettere l’uno-due (sinistro-destro, nda) uscendo dall’azione molto velocemente…Una cosa a cui tengo molto: i match si preparano in palestra. Lo dico sempre ai miei pugili e Nino è stato molto bravo ad ascoltarmi in tutte queste settimane di preparazione”.

Una serata tutta nel segno di Cuba
Tra le curiosità, Giovanni Rossetti è fratello minore di Angelo Morejon (ex esule cubano oggi naturalizzato italiano), che ha vinto anche lui, ieri a Roma, contro l’imbattuto peso massimo Antonio Carlesimo. Una prova di coraggio, sempre a viso aperto, quella del pugile della scuderia di Davide Buccioni, che nulla ha potuto contro i colpi pesanti ricevuti nei cinque round disputati, tanto da portarlo ad abbandonare al suono della campanella del sesto. Morejon, ma ancor di più Rossetti, ha mostrato una maggiore velocità di esecuzione e un footwork di buon livello. Carlesimo, in alcuni momenti, ha messo in difficoltà l’italo-cubano, soprattutto quando, nei primi due round, prima di subire il knock-down, è riuscito a portarlo e a chiuderlo alle corde (strategia che, in quei momenti, ha sicuramente sofferto). Morejon ha sfruttato, però, un vantaggio in altezza abbinato a una reach maggiore, aprendosi spesso la strada con il jab prima di esplodere il montante, più volte andato a segno nel corso dell’incontro. Carlesimo è sicuramente da rivedere, anche perchè, in alcuni momenti, è sembrato quasi che avesse problemi di spostamento sul ring con una gamba.

Nel corso della serata il co-organizzatore Edoardo Germani (TAF) tra l’altro ha annunciato che Dario Morello, inizialmente atteso sul ring contro Francesco Russo (poi vincitore su Simone Brusa) ha firmato il contratto per disputare il titolo EBU Gold che aspettava da tempo. Adesso si attende solo il nome dell’opponent, che sarà sicuramente di livello internazionale.
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I risultati principali della serata
Il PalaTiziano ha ospitato la “Roma Boxing Night”, evento clou delle celebrazioni dei 110 FPI, incentrato su sport di alto livello promosso dalla Federazione Pugilistica Italiana e organizzato insieme a The Art of Fighting (TAF) e De Carolis Promotions, tornati nella Capitale dopo l’evento dello scorso dicembre.
Tra gli aspetti positivi, che sta portando avanti da tempo la FPI, c’è sicuramente l’aver investito sulla valorizzazione del titolo italiano, che, un tempo, era la base tecnica sulla quale i pugili tricolori costruivano la loro carriera (oltre che un vanto a livello personale). Questo è un punto di forza della dirigenza guidata dal presidente Flavio D’Ambrosi e la conferma arriva proprio da parte degli stessi pugili. Carlesimo voleva questa title shot da tempo e il pugno scagliato nel tunnel (sul tessuto della struttura), per la frustrazione di aver perso, è la conferma di quanto ci tenesse veramente. Quest’ultimo aspetto fa onore ad Antonio Carlesimo, al suo manager (Davide Buccioni) e chiaramente alla Federboxe di D’Ambrosi, che sta lavorando per dare centralità e valore ai titoli nazionali.
Per il futuro ci auguriamo solo di poter assistere a match di boxe in un impianto più grande e confortevole rispetto al PalaTiziano. Bellissimo, affascinante, storico, ma non per un evento di questo livello e in una data come il 4 luglio (con temperature sopra i 34 gradi all’ombra per l’intera giornata).
Acustica (inesistente) e impianto dell’aria condizionata poi non al livello di un impianto sportivo moderno (questi i punti di maggiore debolezza). Va bene per il basket e il volley, ma non per uno sport altamente spettacolare come la boxe e, comunque, mai (nel futuro) in piena estate. Pur avendo aperto il sistema dell’aria con netto anticipo ad un certo punto non si respirava più. Costringendo molte persone, a più riprese, a uscire e poi a rientrare per ritemprarsi. Forse è arrivato il momento di considerare il PalaPellicone a Ostia, o, meglio ancora, il PalaSport dell’Eur (ma sempre però in autunno o inverno).
I risultati di Roma Boxing Night – 4 luglio 2026 – PalaTiziano – Roma:
MAIN EVENT: Forte (22-1-2) batte Picardi – per TKO al 10° round – Titolo EBU Silver;
CO-MAIN EVENT: Rossetti batte ai punti al termine dei 10 round Faraoni – Titolo italiano pesi medi;
Morejon “El Terrible” batte Carlesimo – per abbandono prima dell’inizio del 6° round – Titolo Italiano pesi massimi;
Noutcho batte Mahjouba Oubti (Egitto/Italia) – match pesi leggeri – batte per KO con un gancio a 1:13 del 1° round;
Russo batte Brusa ai punti al termine del match (8 round) – pesi medi;
Fraccarolli batte Mastronunzio per KO al 4° round – pesi welter.









