(con il contributo di Davide Pollastri) – Lo statunitense si impone per decisione unanime al Frost Bank Center di San Antonio, in Texas (Stati Uniti), e aggiunge al proprio titolo WBC le cinture WBO e IBF detenute dal messicano, oltre al riconoscimento di campione della rivista a stelle e strisce The Ring. Una vittoria netta, impreziosita da due atterramenti nell’ultima ripresa, che lo avvicina alla possibilità di diventare campione indiscusso della categoria.
Il 33enne beniamino locale (è originario di Orange e si allena a Houston, sempre in Texas, dove si è svolto l’evento di stanotte) O’Shaquie “Ice Water” Foster (26-3, 12 KO) è il nuovo campione unificato dei pesi superpiuma. Nella notte italiana, sul ring del Frost Bank Center di San Antonio, il pugile statunitense ha sconfitto il messicano Emanuel “Vaquero” Navarrete (40-3-1, 33 KO), 31enne originario di San Juan Zitlaltepec, conquistando le cinture WBO e IBF e conservando quella WBC, alla quale si aggiunge il prestigioso riconoscimento assegnato dalla rivista specializzata The Ring. Un successo che gli consente di riunire tre dei quattro principali titoli mondiali della categoria e di avvicinarsi all’obiettivo di diventare campione indiscusso.
L’incontro, organizzato dalla Top Rank di Bob Arum e presentato con il nome di “Fire vs Ice” (Foster nell’ambiente pugilistico è soprannominato “Ice Water”, metteva di fronte due interpreti profondamente diversi della boxe. Da una parte Navarrete, già campione mondiale in tre categorie di peso, conosciuto per la sua aggressività, il volume di colpi e uno stile tanto imprevedibile quanto difficile da affrontare. Dall’altra Foster, pugile tecnicamente raffinato, abile nella gestione delle distanze e particolarmente efficace nel gioco d’incontro.
A prevalere è stata la maggiore lucidità dello statunitense, il quale ha saputo contenere le iniziative dell’avversario, sottraendosi alla sua pressione e colpendolo con precisione. Navarrete ha cercato ripetutamente di imporre il proprio ritmo, avanzando e aumentando il numero dei colpi, ma senza riuscire a trovare la continuità necessaria per mettere in difficoltà Foster, più rapido nell’esecuzione e più attento nella gestione delle dodici riprese.
La superiorità dell’americano è emersa anche nell’ultimo round, quando Navarrete, ormai costretto a rischiare il tutto per tutto, è finito due volte al tappeto. I due atterramenti hanno suggellato una prestazione convincente, premiata dai giudici con i punteggi di 118-108, 118-108 e 115-111, consegnando a Foster la vittoria più importante della carriera.

Adesso Foster ha nel mirino la cintura WBA del nordirlandese “The Apache” Cacace
Per lo statunitense si apre ora la prospettiva della riunificazione completa dei titoli mondiali dei superpiuma. All’appello manca soltanto la cintura WBA, detenuta dal temibile mancino il 37enne nordirlandese Anthony “The Apache” Cacace (originario di Belfast). Quest’ultimo (forte di uno score record di 25 successi, di cui 9 per KO, e appena una sconfitta) la difenderà il prossimo 19 dicembre, in casa, alla SSE Arena (Odyssey Arena) di Belfast, contro il più giovane 25enne Nick Ball (23-1-0, di cui 13 per KO).
Ball punta ad un rilancio, dopo l’unica sconfitta patita per mano dell’esperto 30enne statunitense (originario di Weslaco in Texas) Brandon “The Heartbreaker” Figueroa (27-2-1, di cui 20 per KO), proprio nella sua Liverpool (presso la Echo Arena) lo scorso febbraio 2026.
L’altro big match della notta a 8mila km di distanza
Poche ore prima, a quasi 8mila chilometri di distanza, si è disputato un altro incontro valido per un titolo mondiale. Alla Sheffield Arena, nello Yorkshire, in una serata organizzata dalla Matchroom Boxing di Eddie Hearn, il britannico Dalton “Thunder” Smith (20-0, 14 KO) ha difeso la cintura WBC dei superleggeri contro il dominicano Alberto “La Avispa” Puello (24-2, 10 KO), imponendosi al termine di dodici riprese per decisione non unanime. Due giudici hanno premiato il campione in carica con un doppio 115-113, mentre il terzo ha assegnato la vittoria allo sfidante per 116-112. Un successo sofferto, il ventesimo in altrettanti incontri da professionista, che ha consentito a Smith di conservare il titolo conquistato lo scorso gennaio contro Subriel Matias.









