Mattia Faraoni: “Non temo nessuno al K-1. L’unico avversario speciale è il torneo assieme alla sua formula ricca di insidie…”

Lo scorso 26 dicembre, proprio sotto l’albero di Natale, era arrivato l’annuncio degli abbinamenti del prossimo torneo a 8, nella categoria di peso “cruiserweight” (ovvero fino a 90 kg.) a firma “K-1 World GP“, in programma il prossimo 8 febbraio a Tokyo, presso il Yoyogi 2nd Gymnasium (impianto con una capienza da oltre 4mila posti a sedere), nel popolare distretto di Shibuya.

In gara alcuni dei più popolari specialisti della disciplina della kickboxing, tra cui l’italiano Mattia Faraoni che ha staccato il pass per il Sol Levante vincendo contro Akira Jr. Umemura ad Oktagon Roma (al Pala Pellicone di Ostia lo scorso 29 novembre 2025). Il torneo si svolgerà dalle 2 del pomeriggio fino alle 9 di sera (orario locale). I finalisti, prima di affrontarsi, dovranno superare i quarti e le semifinali (i primi due match saranno a distanza di due ore). Un tour de force incredibile con tanti rischi e variabili da considerare (da qui al prossimo 8 febbraio).

credit photo Beppe Merigo – Oktagon Torino 2023.

L’attesa sfida n.2 “Faraoni vs. Stoica”

Il romano (originario della Montagnola) Mattia Faraoni (34 anni appena compiuti) affronterà il forte fighter rumeno Bogdan Stoica (oltre 35 anni), di fatto un rematch della sfida tenutasi, nel novembre 2023, a Torino, in occasione di Oktagon.

Faraoni (double champion ISKA nei 95 kg e oltre 100 kg) si presenterà a Tokyo con uno score record di 31 vittorie (di cui 14 per T/KO) e appena 5 sconfitte. Il rumeno vanta 59 vittorie (di cui 41 per K.O.) e 17 sconfitte. Sarà un incontro molto seguito anche a livello televisivo, perchè Stoica è un K.O.-man e con mani molto pesanti; Faraoni invece vanta una maggiore mobilità sul ring e ha nei calci il punto di forza. In Romania, Stoica è una vera e propria icona, spesso invitato dalle più importanti trasmissioni tv nella fascia prime time.

Ma anche la popolarità di Faraoni è nettamente cresciuta e si parla anche di una futura carriera (“parallela”) nel cinema, con mentore d’eccezione il popolare attore romano Christian De Sica, che lo vuole (come ha rivelato, in una recente intervista, sui social di Oktagon), a fine anno, in un suo cine-panettone dove sarà chiamato a interpretare un pugile.

La sfida del Sol Levante per consacrarsi a livello internazionale

TheDailyCage lo ha intervistato, ieri a Roma, durante una delle sessioni di sparring (al San Gabriel Gymnasium di Massimiliano Prosperi, sotto l’occhio vigile del maestro Milo Raini), che sta facendo, da diverse settimane, per prepararsi ad uno scontro, in terra straniera, che vale molto più del semplice risultato sportivo. In pali c’è il “sogno” di vincere il torneo “K-1 World GP” riuscendo così ad entrare, definitivamente, nell’Olimpo della kickboxing. Faraoni si è soffermato sull’analisi tecnica del primo match e ha spiegato, soprattutto, perchè, questa edizione del K-1, dove era già sbarcato un anno fa, è un momento spartiacque per la sua carriera. Mostrando una maturità unica nonostante la giovane età. 

D: Come ti stai preparando a questo torneo così fondamentale per la carriera?

R: Ci stiamo preparando tanto e al meglio. Dieta rigida e allenamenti duri innanzitutto. Anche perchè bisogna raggiungere il peso dei 90 kg come previsto dagli organizzatori giapponesi. Molto importante è anche l’aspetto della qualità tecnica degli atleti con cui sto facendo sparring. In una settimana ho già fatto tre sessioni con Samuele Pugliese e, in questi prossimi sette giorni, affronterò Yuri Farcas, peso massimo da meno di un anno stabilmente nella promotion olandese di Glory (combatterà a “The Arena” il prossimo 28 marzo a Casinò di Campione d’Italia nella promotion italiana del binomio Scherini/Re). Precedentemente ho fatto quattro sedute con un altro peso massimo di grande livello, il pugile romano Guido Vianello. La sua esperienza internazionale è preziosissima.

D: Conosci molto bene il tuo primo opponent, il rumeno Bogdan Stoica. 

R: Stoica è un fighter che conosciamo molto bene, anche perchè l’ho affrontato a Torino in occasione di Oktagon 2023 vincendo al secondo round prima del limite. Porta sempre colpi duri, ben fermo sui piedi, mentre combatte, e, di solito, punta a fare tanta pressione. Ecco perchè ho scelto, per gli sparring, atleti come Pugliese e Farcas, perchè hanno uno stile di fighting in linea con quello del campione rumeno. Con il mio staff tecnico (i fratelli Manuel e Milo Raini, nda) ci stiamo allenando a ritmi esagerati. Per far capire quanto è importante l’allenamento che stiamo portando avanti proviamo a replicare le caratteristiche dei sette fighter qualificati al torneo giapponese. Quindi, non come al solito una preparazione sui 5 round, durante i quali si possono dosare le forze, ma 3 round, poi pausa, e poi ancora 3 round sempre molto forti, a cannone. Tre round e “tutto fuori” come si dice in gergo.

D: Il torneo di Tokyo si svolge tutto in una giornata. Come ti stai preparando anche per gli eventuali altri match?

R: Sto ragionando su quella che oggi è la poule che ha ufficializzato il promoter nipponico. Mi spiego meglio. In caso di vittoria su Stoica, successivamente, dovrei affrontare uno tra l’iraniano Mahmoud Sattari e il giapponese K-Jee. Quest’ultimo l’ho già incontrato e superato, come nel caso di Stoica. Sattari è molto tecnico e attendista, ma mi piace perchè è un atleta sempre molto “pulito”, mai scorretto per intenderci. Eventualmente (post Stoica, nda) sarebbe un altro bel match. Tutti gli otto fighter che si sono qualificati per questo torneo (promosso dal K-1) presentano caratteristiche diverse tra loro. E’ incredibile, ma è così. Forse è anche la bellezza del torneo nipponico. Queste sedute, incluse le 4 da 8 con Vianello, mi sono servite per testare un pò tutti gli stili di combattimento.

In generale ho uno stile molto distintivo. Di solito, cerco di portare il mio avversario nel mio “mondo”, quindi è il mio opponent che si deve adeguare a come combatto, non certamente il contrario. Sono molto elusivo, finto con i colpi di braccia e con le gambe. Il match, spesso, va nella direzione che ho previsto e questo è un problema per chi deve affrontarmi sul ring. La mia imprevedibilità è poi il mio punto di forza in assoluto. Possono prepararsi al meglio ma i colpi che studio variano sempre e non sono mai gli stessi. Tornando, ad esempio, all’ipotesi di un secondo match contro l’iraniano ha uno stile abbastanza vicino al mio, anche lui è mobile, veloce, elusivo. Fino ad oggi ho visto Sattari vincere sempre contro atleti locali. Tra l’altro vive e si allena in Giappone E’ da testare quando si troverà di fronte fighter provenienti, come nel mio caso, da una scuola più europea.

D: Sempre Sattari l’abbiamo visto perdere contro Claudiu Istrate, che tu hai già affrontato a Oktagon Valle d’Aosta pochi mesi fa.

R: Sì, vero, ma era un torneo per pesi massimi. Nel caso specifico l’iraniano ha perso perchè c’era una differenza di peso notevole con Istrate. Sattari era a 84.6 kg di peso, mentre il rumeno a oltre 112 kg. Un pò troppo a mio modesto parere. Ma in Giappone non è difficile assistere a sfide così sproporzionate, fa parte della loro cultura di fighting. Questi match così particolari piacciono molto al pubblico del Sol Levante. Però è chiaro che con un simile gap era difficile che l’iraniano potesse prevalere. Adesso Sattari ha superato, in termini di peso, i 91 kg, quindi stiamo parlando di un altro tipo di sport. Al primo scambio, in un match così squilibrato, vai giù. E’ normale. Non è un match, a mio parere, che può essere preso come parametro di riferimento.

D: Torniamo a Stoica. Sostiene che, essendosi infortunato, questa sfida non è un vero e proprio “rematch”. Rispetto a questo tema che messaggio gli vuoi inviare attraverso TheDailyCage

R: Mi dispiace che si sia fatto male l’ultima volta, ma il match l’ha perso. Era una sfida che stavo conducendo brilantemente ed ero in vantaggio. Lo hanno visto tutti: giudici, pubblico e media. Quando ha raccontato di essersi fatto male, ha deciso, una volta rialzatosi, di aggredirmi immediatamente portando colpi pesanti. Poi gli ho tirato un girato sulla gamba e l’ho “spazzato”. Un secondo dopo gli ho tirato un girato sulla testa e si è mezzo spento. Nella realtà la gente non si è neppure accorta del suo infortunio, perchè grazie ai miei colpi il match è finito subito dopo. Non stiamo parlando di un match di cinque round dove ha continuato fino all’ultimo. E’ l’esatto contrario, ma in generale onore a lui. E ripeto mi dispiace per quello che gli è successo. Sinceramente, poi, essendo ripartito molto duro, ancora oggi, non ho capito quale sia stato questo infortunio di cui parla, ma mi fermo qui. Non voglio assolutamente riaprire polemiche rispetto al primo match di Torino.

Mattia Faraoni all’Olimpico nel pre match di AS Roma vs. LOSC Lille (02 ottobre 2025).

D: Ci possono essere nella strategia di combattimento di Stoica, degli elementi nuovi che non ti aspetti?

R: Guarda mi immagino che sarà molto aggressivo anche perchè, giustamente, vuole provare a riscattarsi rispetto a Torino, ma le sue caratteristiche sono quelle, non credo che ci possano essere delle nuove varianti o tecniche non previste dal mio staff. Sì, sicuramente, ha anche dei calci girati nel suo repertorio che, magari, non abbiamo visto nella prima sfida, ma non sono il suo punto di forza in senso assoluto. Forse somo più il mio se parliamo di stile di combattimento. Normalmente i fighter rumeni sono famosi per i loro colpi duri intervallati da pause. Vanno avanti come dei tank. In genere sul ring si presentano sempre così. Hanno tempi molto prestabiliti con cadenza costante.

credit photo – L.A. Design photographer. Oktagon Roma 2024. – Mattia Faraoni (a destra) nella foto con accanto l’assessore allo Sport di Roma Capitale, Alessandro Onorato (nella foto).

D: E’ la tua seconda esperienza in Giappone, ma perché sei cosi “innamorato” di questo Paese, come hai spesso dichiarato anche in altre occasioni, e, poi, nello specifico, del torneo K-1?

R: Del Giappone mi piace tutto, gli usi, i costumi, la loro cultura e chiaramente le arti marziali, perchè lì sono nate secoli fa. Sono un karateka e, come tutti sanno, il karate è nato proprio in questa terra ricca di storia e tradizione. E poi vogliamo parlare dei manga? Chi, di noi, non è cresciuto, da ragazzino, seguendo queste bellissime storie. Poi come posso non amare questo torneo così iconico?. Da ragazzino sono cresciuto seguendo le gesta di alcuni grandi campioni e non dimentichiamoci che, sempre questo torneo, ha dato il nome alla disciplina che tutti noi oggi pratichiamo, appunto il “K-1”. Solo per citare qualche nome, lo svizzero Andy Hug, il brasiliano Francisco “Chiquinho” Filho o l’altra leggenda verdeoro Glaube Araújo Feitosa. Queste tre icone lo hanno vinto tra il 1996 e il 2005. Alla fine, oggi, noi parliamo di “One” e “Glory”, ma la casa madre è e resta sempre il K-1.

La sinergia Oktagon-K-1

E poi non ci dimentichiamo il grande lavoro di collaborazione che ha fatto, come Oktagon, Carlo Di Blasi (nella foto sotto) in questi ultimi anni. C’è una grande connessione tra noi e loro. Non ci dimentichiamo che Istrate, K-Jee e Akira, quest’ultimo, da me sconfitto a Roma (lo scorso 29 novembre), sono venuti a combattere in Italia proprio in virtù di questa collaborazione. Certo, dopo alcune vittorie importanti, come contro Bogdan Stoica a Torino, non nascondo di aver ricevuto diverse offerte, attraverso il mio manager (lo stesso Di Blasi, nda), ma il rapporto speciale che si è creato con il K-1, dove ho già combattuto un anno fa, mi ha fatto scegliere di proseguire in seno a questo progetto.

Una immagine recente del patron di “Oktagon”, l’imprenditore milanese Carlo Di Blasi.

Oggi, a 34 anni, voglio puntare tutto su una mia crescita professionale in Giappone. Ci tengo a sottolineare che sono stato io a scegliere volontariamente il circuito K-1. Partecipare e vincere qui, per me, significa due cose: risonanza mediatica e legittimazione in ambito internazionale. Ma per spiegare meglio quanto sia forte la sinergia, di cui parlavo prima, non ci dimentichiamo che, ad Oktagon, i match che valevano da qualificazione per il “K-1 World Max” e “World GP” sono stati inseriti nel loro calendario ufficiale di eventi (promossi tra l’altro sui social e sul loro sito). E’ stato veramente qualcosa di unico.

Mattia Faraoni durante una sessione di sparring oggi al San Gabriel Gymnasium (EUR) -foto agenzia Sporteconomy – tutti i diritti riservati.

D: Molti tuoi tifosi, sui social, vorrebbero vederti anche a Senshi o a Glory. Cosa rispondi?

R: Li ringrazio perchè mi sostengono sempre e sento il loro forte affetto. Certamente stiamo parlando di due grandi promotion di caratura internazionale. Senshi in Bulgaria, da sempre, è una sorta di trampolino di lancio per il K-1 giapponese e ha questa formula unica di coinvolgere, come giudici e arbitri, ex campioni che si sono distinti negli anni. E’ molto bello e identitario.

Anche Glory è un ottimo format ed è cresciuto negli ultimi anni, ma K-1, credetemi, è un’altra cosa. E’ il sogno di ogni kickboxer che cerca la legittimazione della propria carriera su scala internazionale. Glory, in questo momento, sta investendo moltissimo sul torneo dei pesi massimi (oltre 100 kg), K-1, invece, come nel mio caso, ha puntato maggiormente sulla categoria cruiserweight (fino a 90 kg). E poi, come sempre, sono sincero. Non nascondo che l’offerta economica del K-1 è stata nettamente superiore ad altre.

D: Su base stagionale, nel prossimo futuro, quante volte potresti combattere in Giappone?

R: Minimo due, ma volendo anche tre volte l’anno. Ma ripeto, questa collaborazione eccezionale che ha creato Di Blasi con gli organizzatori giapponesi fa sì che ci sia una corsa preferenziale per me o anche per altri atleti italiani di valore. Di contro, anche i loro fighter possono combattere nel circuito di Oktagon. Credo sia un rapporto veramente straordinario.

D: Arrivato a Tokyo, sicuramente, ti incrocerai con Istrate, che, post “Oktagon Valle d’Aosta”, ti ha punzecchiato e sfidato più volte, soprattutto dopo la sua squalifica sul ring. Come ti comporterai se dovessi incontrarlo, anche se non combatte nel tuo torneo a otto?

R: Come nel caso di Stoica, non ho assolutamente voglia di fare polemica. Non serve a nulla, è sterile e sono energie sprecate. Sono l’antitesi del trash talking, chi mi conosce lo sa. Detto questo, se dovessi ricevere, da parte sua, un invito ufficiale a sfidarlo sul ring non ho problemi. Non mi sono mai nascosto, né tirato indietro. Quello che è successo a Courmayeur ormai è un lontano passato. Certamente, però, ho anch’io da mettere sul tavolo delle richieste. Se mi vuole sfidare il tutto deve avvenire solo ed esclusivamente in Giappone. E’ l’unica nazione dove può concretizzarsi l’eventuale “rematch”. Queste sono le condizioni per sfidarmi ufficialmente. Prendere o lasciare.

credit photo Beppe Merigo @OktagonRoma 29 novembre 2025 – Il colpo del KO di Faraoni vs Akira Jr.

D: A proposito di sincerità c’è qualche fighter, più di altri, che temi?

R: No, perchè, come ho spiegato nel corso di questa intervista, abbiamo tutti delle caratteristiche diverse. Non c’è un avversario nettamente più forte di un altro. Più in generale, possiamo metterla come crediamo, ma, alla fine, ben due fighter di questo torneo li ho già superati. Parlo di Bogdan Stoica e di K-Jee (senza considerare Claudiu Istrate e lo stesso Akira Jr.). Polemiche a parte restano i risultati raggiunti sul ring. Il resto sono chiacchere che neppure considero, perchè sono uno che va avanti ponendosi degli obiettivi ben precisi (come in occasione di questo torneo). Ma sempre restando nell’alveo della sincerità, effettivamente, c’è un avversario “speciale” che temo.

D: Spiegati meglio.

R: E’ la stessa formula del torneo. E’ il mio vero avversario e (forse) non solo il mio. Tutto avverrà infatti, in una sola giornata, nel giro di poche ore. Bisogna concentrarsi sulla vittoria, dosare bene le forze, essere veloci e flessibili mentalmente per l’eventuale prossimo avversario, puntando a non ricevere colpi pericolosi (durante il primo match), che possano pregiuicare le prestazioni sul ring. Le variabili sono tante e anche molto insidiose (c’è da monitorare, ad esempio, anche la questione del peso, perchè alcuni atleti potrebbero non raggiungere l’obiettivo richiesto dagli organizzatori, nda). Adesso, però, torno alle mie sedute di sparring. D’altronde mancano appena 19 giorni al torneo di Tokyo!

Il netto primato sui social

In attesa di conoscere i verdetti del ring, un primo primato, Mattia Faraoni, l’ha già raggiunto. A Tokyo, in Giappone, sarà lui la star mediatica, soprattutto a livello social. Solo su Instagram, sul suo profilo ufficiale, è seguito da oltre 491mila follower. Nessun altro fighter-avversario al K-1 World GP può vantare un simile impatto digitale. Solo Bogdan “Bucharest Bad Boy” Stoica raggiunge il tetto dei 64,4 mila fan. Tutti insieme i restanti sette avversari del campione romano non arrivano neppure a 100mila “seguaci”. Sarà quindi Faraoni l’icona che i giapponesi vorranno seguire nei “meet & greet” del torneo e chissà che non torni a Roma con migliaia di nuovi supporter del Sol Levante.

Gli abbinamenti del torneo K-1 World GP

K-1 WORLD GP 2026 -90 kg. Tournament Quarterfinals:
Mahmoud Sattari (Iran) vs. K-Jee (Japan);

K-1 WORLD GP 2026 -90kg Tournament Quarterfinals:
Mattia Faraoni (Italy) vs. Bogdan Stoica (Romania);

K-1 WORLD GP 2026 -90kg Tournament Quarterfinals:
Ibrahim El Bouni (Morocco) vs. Marco Black Diamond (Brazil);

K-1 WORLD GP 2026 -90kg Tournament Quarterfinals:
Nikita Kozlov (Russia) vs. Aslan Koshiev (Kazakhstan).

Mattia Faraoni durante una sessione di sparring ieri al San Gabriel Gymnasium (EUR) -foto agenzia Sporteconomy – tutti i diritti riservati.

Se sei interessato al tema leggi anche l’intervista in esclusiva al promoter di Oktagon e manager di Mattia Faraoni, l’imprenditore milanese Carlo Di Blasi. 

Marcel Vulpis

Marcel Vulpis

Romano, 57 anni, giornalista professionista, specializzato in temi di economia e politica dello sport. Ha fondato nel 2004 l’agenzia nazionale online “SportEconomy” (dedicata al mondo dello sport business a 360 gradi) dirigendola fino ad oggi. Ha ricoperto ruoli dirigenziali nel calcio e nel ciclismo. Docente universitario a contratto per le più importanti università italiane (con focus su comunicazione/uffici stampa e marketing). Opinionista televisivo, editorialista e scrittore. Nel 2017 ha scoperto casualmente gli sport da combattimento (Combat Sports) e da lì è nata una grande passione che ha portato alla nascita del progetto di sports-news “TheDailyCage.it”.

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