Il Meta Apex di Las Vegas ha ospitato una elettrizzante edizione di UFC Fight Night (#115).

Notte di fuoco all’UFC Apex di Las Vegas, dove UFC Fight Night #115 ha confermato la sua natura: un laboratorio di talenti emergenti e battaglie fino all’ultimo colpo. L’evento del 4 aprile 2026 ha offerto un mix brutale di finalizzazioni, sorprese e conferme, con diversi incontri chiusi prima del limite e un pubblico live/virtuale catturato da un ritmo serrato. In totale 13 match tra main e undercard, con ben 8 risultati ottenuti prima del termine del match (con sottomissioni e TKO/KO). 

Nel main event, il 36enne brasiliano Renato Moicano (21-7-1) ha interrotto una striscia negativa imponendosi sul 32enne scozzese (originario di Stirlingshire) Chris “The Problem” Duncan (in forza all’American Top Team) per sottomissione al secondo round (per rear-naked-choke), ribadendo la propria pericolosità a terra. Duncan, dopo ieri sera, presenta uno score di 15-3-0

Nella co-main event (un vero e proprio derby brasiliano), Virna “Carcarà” Jandiroba (23-4-0) ha avuto la meglio su Tabatha “Baby Shark” Ricci (12-4-0) ai punti, grazie a un grappling dominante, che ha neutralizzato ogni tentativo offensivo dell’avversaria.

Ma è stata la main card a raccontare il vero volto della serata: giovani in ascesa, scambi selvaggi e match premiati per spettacolarità. Il bout tra lo statunitense Tommy “Gun” McMillen (“protetto” di Sean O’Malley – seduto, tra l’altro, al suo angolo) e il 29enne Manolo “Angelo Veneziano” Zecchini è stato nominato “Fight of the Night” (FOTN), simbolo di una card tanto violenta quanto avvincente. Con questa vittoria netta McMillen raggiunge uno score di 10-0-0, presentandosi sempre di più come un fighter imbattuto nella divisione featherweight UFC. Zecchini, purtroppo, incassa la 5a sconfitta della sua carriera (11-5-0). Il dato più negativo è che, tornato dopo due anni e mezzo nell’ottagono della promotion americana (a causa anche di un infortunio molto grave alla spalla, che ha rischiato di farlo ritirare dall’attività agonistica), incassa la seconda sconfitta su due match ufficiali.

McMillen originario del Montana vive e si allena a Peoria in Arizona ed è il portabandiera della “Red Hawk Academy”. Se si confermerà, anche nei prossimi match, non è impossibile immaginare un suo percorso per il titolo della divisione, 

Tra i protagonisti anche Alice Pereira, autrice di un KO spettacolare e premiata con uno dei bonus più ricchi della serata, e Alessandro Costa, dominante nel suo match.

Non sono mancate le conseguenze fisiche: diversi fighter sono stati trasportati in ospedale per controlli dopo incontri particolarmente duri, a testimonianza dell’intensità della card di Las Vegas.

Tutti i risultati – UFC Fight Night #115 – Meta Apex Las Vegas (Nevada/USA)

Main Card

  • Renato Moicano (BRA) batte Chris Duncan (SCO/UK) – sottomissione R2;
  • Virna Jandiroba (BRA) batte Tabatha Ricci (BRA) – decisione unanime;
  • Abdul Rakhman Yakhyaev batte Brendson Ribeiro – KO/TKO;
  • Ethyn Ewing batte Rafael Estevam – KO/TKO;
  • Tommy McMillen (USA) batte Manolo Zecchini (ITA) – TKO R1 (3:57) – div. “featherrweight” (145 libbre);
  • José Delano batte Robert Ruchala – decisione unanime.

Preliminary Card

  • Thomas Petersen batte Guilherme Pat – decisione maggioritaria;
  • Alessandro Costa batte Stewart Nicoll – TKO R2;
  • Darrius Flowers batte Lando Vannata – TKO R2;
  • Alice Pereira batte Hailey Cowan – KO R2;
  • Tresean Gore batte Azamat Bekoev – sottomissione R3;
  • Dione Barbosa batte Melissa Gatto – decisione maggioritaria;
  • Kai Kamaka III batte Dakota Hope – decisione non unanime.

Il caso Zecchini: sconfitta dura che fa riflettere l’intero settore

La sconfitta di Manolo Zecchini pesa e va letta con estrema lucidità, allargando la riflessione all’intero movimento delle mma tricolori. Il fighter di Marghera ha scelto di giocarsela senza filtri contro un prospect imbattuto come Tommy McMillen (sul ring, come stile di combattimento, si muove come il clone del suo mentore: il più popolare e famoso Sean O’Malley)  accettando uno scambio violento fin dai primi secondi. Una scelta coraggiosa, ma tatticamente troppo rischiosa: nel caos, l’americano ha dimostrato maggiore potenza e precisione, chiudendo per TKO già al primo round (con un ground & pound negli ultimi secondi del match).  

Il dato più significativo non è la sconfitta in sé, ma il contesto: Zecchini è apparso competitivo per atteggiamento, meno per gestione del ritmo e difesa sotto pressione (ha subito troppo l’avversario, che è sempre arrivato al bersaglio con un perfetto mix di punches e knees). Negli ultimi 25 secondi ha subito una serie interminabile di colpi (non a caso a fine match prima dell’annuncio ufficiale, da parte dell’arbitro, è apparso visibilmente segnato in volto e con i calzoncini e petto sporchi completamente di sangue). Ha provato a difendersi e anche a colpire, ma non riusciva ad alzare il viso e quindi colpiva (quando riusciva a farlo) a caso, ma tante sono state le risposte a vuoto.

Difficile immaginare, a questo punto, a un proseguimento della sua carriera in UFC (nella divisione “pesi piuma”) e, nella migliore delle ipotesi, potrebbe esserci, al massimo, una last chance, ma con un avversario sicuramente più quotato dell’italiano. Zero vittorie e due sconfitte in una promotion altamente competitiva come la UFC sono un macigno nella carriera di un atleta di MMA. E’ innegabile il suo coraggio e la potenza di alcuni colpi, ma non è riuscito a terminare neppure il primo dei tre round. Troppo poco per continuare a sognare (anche se mediaticamente nella fase di pre match ha saputo rubare la scena all’americano). Anche nel primo match (al debutto in UFC) ha perso (per body kick) a 3:51 del round1 (opposto al non irresistibile francese Morgan “The Last Pirate” Charrière – score record: 21-12-1). Questa volta è durato appena sei secondi in più. Un piccolo miglioramente rispetto al passato, ma troppo poco per sognare un futuro appunto nella più importante organizzazione di mix martial arts al mondo. 

Questa sconfitta è anche un monito per tanti fighter italiani che pensano di poter sbarcare in UFC e di trovare match abbordabili. Non è più possibile da anni e lo dimostra l’intensità anche delle opportunità offerte dal format DWCS (trampolino di lancio per entrare nel roster UFC). Dove non basta vincere, ma bisogna essere molto spettacolari e convincenti nel corso del combattimento. Adesso, a giugno, è atteso un altro importante match: Marvin Vettori combatterà e speriamo in una sua “rinascita” sportiva, perchè ha ancora due match per contratto con Dana White. 

Marcel Vulpis

Marcel Vulpis

Romano, 57 anni, giornalista professionista, specializzato in temi di economia e politica dello sport. Ha fondato nel 2004 l’agenzia nazionale online “SportEconomy” (dedicata al mondo dello sport business a 360 gradi) dirigendola fino ad oggi. Ha ricoperto ruoli dirigenziali nel calcio e nel ciclismo. Docente universitario a contratto per le più importanti università italiane (con focus su comunicazione/uffici stampa e marketing). Opinionista televisivo, editorialista e scrittore. Nel 2017 ha scoperto casualmente gli sport da combattimento (Combat Sports) e da lì è nata una grande passione che ha portato alla nascita del progetto di sports-news “TheDailyCage.it”.

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