Gian Marco Sandri: “Netflix si sta confermando un vero first mover nello sport entertainment globale…”

Nelle ultime ore Gian Marco Sandri (Ceo di ArtMediaSport), membro della chat “Sport Italiae” e fine conoscitore del mondo sportivo, con particolare attenzione al pugilato, ha pubblicato un interessante commento, a margine del recente match di boxe (tenutosi a Londra al Tottenham Hotspur stadium – nella foto in primo piano) tra il campione britannico Tyson Fury e il russo, residente in Canada, Arslanbek Makhmudov, sul nuovo ruolo di Netflix. Quest’ultima, insieme a Matchroom Boxing e al saudita Turki Alalshikh, stanno ridefinendo il boxing come ecosistema culturale, mediatico e industriale. Di seguito il suo post pubblicato anche su Linkedin

Netflix si sta confermando un vero first mover nello sport entertainment globale. La partnership con Riyadh Season e con il patron Eddie Hearn, attraverso Matchroom Boxing, mostra una strategia chiarissima: trasformare lo sport in un grande prodotto di intrattenimento, capace di unire piattaforma, qualità televisiva, racconto, fanbase e spettacolarizzazione.

Quello andato in scena al Tottenham Stadium davanti a 60mila persone in presenza è stato molto più di un incontro. È stato un case study perfetto di come oggi si costruisce uno show sportivo contemporaneo. Sommate l’audience della piattaforma di streaming live e re-live. Solo uno sguardo superficiale non coglie che Netflix non sia arrivata qui per caso. Il suo ingresso nello Sport è stato progressivo e intelligente: ha testato la piattaforma, osservato le community, misurato la forza della fanbase e sperimentato eventi ad altissimo richiamo simbolico, anche con Tyson Fury, per capire tenuta, attrattività e conversione del pubblico. Oggi quella traiettoria è chiarissima.

Una immagine recente di Gian Marco Sandri – CEO di ArtMediaSport – tratta dal suo profilo personale su Linkedin.

Il punto è che Netflix non sta solo entrando in questo mercato: sta occupando uno spazio che, fino a poco tempo, fa sembrava naturale per altri operatori come DAZN, ma con una “grammatica” più ampia, narrativa e contemporanea. Su questi temi mi sono confrontato nel dettaglio con l’attuale Ministro per lo Sport (Andrea Abodi, nda), con il precedente Ministro, con il Direttore generale dei musei del MiC e con diversi dirigenti istituzionali. Da oltre dieci anni lavoro su progetti fondati sulla convergenza tra arte e sport, pensati per generare impatto culturale, visibilità internazionale e ritorni economici concreti. Il problema è che in Italia queste “finestre” vengono spesso lette tardi. Intanto player come Netflix, Turki Alalshikh ed Eddie Hearn stanno ridefinendo il boxing come ecosistema culturale, mediatico e industriale. Anche il rilancio di The Ring va letto in questa direzione. La strada più innovativa non è sempre la più rischiosa. Molto spesso è semplicemente quella che altri hanno capito prima. – di Gian Marco Sandri (nella foto sopra).

Marcel Vulpis

Marcel Vulpis

Romano, 57 anni, giornalista professionista, specializzato in temi di economia e politica dello sport. Ha fondato nel 2004 l’agenzia nazionale online “SportEconomy” (dedicata al mondo dello sport business a 360 gradi) dirigendola fino ad oggi. Ha ricoperto ruoli dirigenziali nel calcio e nel ciclismo. Docente universitario a contratto per le più importanti università italiane (con focus su comunicazione/uffici stampa e marketing). Opinionista televisivo, editorialista e scrittore. Nel 2017 ha scoperto casualmente gli sport da combattimento (Combat Sports) e da lì è nata una grande passione che ha portato alla nascita del progetto di sports-news “TheDailyCage.it”.

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