(con il contributo di Davide Pollastri) – L’atteso ritorno del peso massimo di Manchester, soprannominato “The Gipsy King” per via delle sue origini nomadi, ha avuto, come cornice, il sontuoso Tottenham Hotspur Stadium di Londra (nella foto sotto). La serata, organizzata dal promoter Spencer Brown, è stata supportata da partner d’eccezione come Ring Magazine e Netflix, che ha trasmesso l’evento in esclusiva.

«Gli farò cadere la testa dalle spalle!» I cattivi propositi di Tyson Fury (35-2-1, 24 KO) non sono andati a compimento solo per le buone doti da incassatore di Arslanbek “Lion” Makhmudov (21-3, 19 KO), russo ostico (residente però in Canada) il quale, pur perdendo tutte le dodici riprese (solo un giudice gli ha assegnato un round), è comunque riuscito a chiudere il match in piedi. La partenza molto aggressiva del pugile russo non ha scosso più di tanto l’ex campione WBA, WBO, IBF, IBO e WBC, che, con il passare dei minuti, ha preso il controllo dell’incontro. Dopo l’ultimo gong, i giudici Reece Carter (119-109), Lee Every (120-108) e Kieran McCann (120-108) hanno sancito il successo del “Re Gitano”. Quest’ultimo ha subito puntato il guantone verso Anthony Joshua — seduto a bordo ring — per sfidarlo in un match che tutti gli appassionati aspettano da dieci anni. La serata ha avuto anche due importanti co-main event. Nel primo match (categoria pesi welter), Conor Benn (25-1, 14 KO) ha battuto per decisione unanime Regis Prograis (30-4, 24 KO); nel secondo (categoria pesi massimi), Richard Riakporhe (20-1, 16 KO) ha conquistato il BBBofC British Heavy battendo per TKO al quinto round Jeamie Tshikeva (9-3, 5 KO).









