Sabato 23 maggio l’Allianz Cloud di Milano ospiterà l’attesa difesa del titolo EBU Silver pesi medi (fino a 72 kg) da parte del detentore Dario “Spartan” Morello (score di 26 successi e 1 sola sconfitta), opposto, per l’occasione, al fiorentino ed ex calciante Paolo “The Gladiator” Bologna, pugile al momento imbattuto (13 successi e appena 2 pari in carriera).
Il tutto avverrà all’interno del format “The Art of Fighting” (TAF), 13° episodio della saga pugilistica ideata dal promoter lombardo Edoardo Germani.
Per il pugile azzurro, dalle forti radici calabresi, che vive e si allena nel bergamasco (a Brembate Sopra), sarà la prima difesa “volontaria” del titolo conquistato lo scorso novembre a Milano battendo ai punti il boxeur rossocrociato/albanese Faton Vukshinaj
Morello (32 anni per 178 cm di altezza) ha battuto, nell’ordine, Joshua Nmomah, Luca Chiancone, Felice Moncelli e Yassin Hermi.
Bologna (29 anni per 1.78 cm), ex campione italiano super welter, ha vinto ai punti lo scorso 8 marzo contro Nicholas Esposito (26-1-0), unico vero test probante della sua carriera (assieme al pari conquistato con Damiano Falcinelli: score di 16-2-0). Andando infatti ad analizzare il suo palmares ben 8 sono con pugili che presentavano score molto penalizzanti (alcuni suoi precedenti avversari presentavano 67, 78 o ancora 43 sconfitte in carriera).

D: Morello, partiamo dalla recente attualità. Avrà sicuramente ascoltato l’invito a combattere da parte di Giovanni Sarchioto, che le ha lanciato ufficialmente la sfida.
Mi viene sinceramente da sorridere, perché sembra che il sottoscritto sia l’unico pugile con cui potrebbe confrontarsi. Oramai sono quasi una sua ossessione, un pallino che non si vuole togliere dalla testa. Allora voglio essere chiaro una volta per tutte: se ci incontreremo sarà a casa mia e alle mie condizioni (economiche). Non ho bisogno di lui, a differenza sua.
D: Torniamo al match del prossimo 23 maggio. Affronterai Paolo Bologna. Che caratteristiche presenta il tuo prossimo avversario e perché hai detto che se ti tocca anche solo tre volte ti ritiri? E’ reale o c’è, comunque, un po’ di trash talking pre match?
Non voglio passare per spavaldo, ma, fino ad oggi, ho incontrato, con tutto rispetto per Bologna, pugili di più alto livello e con una fisicità e score nettamente superiori. Penso solo a Nmomah o allo stesso Chiancone. Lui (Bologna, nda) deve sapere che è una tappa obbligatoria che devo fare per arrivare all’EBU Gold. Se mi dovessi preoccupare di questo match mi dovrei ritirare dall’attività agonistica.
D: Però arriva all’Allianz Cloud da imbattuto.
Gli riconosco un certo coraggio, questo sì. Voglio essere sincero e lo rispetto. Non lo sottovaluto, come qualsiasi altro avversario, che prima di lui ho incontrato sul ring. Ma detto questo, adesso gli faccio io delle domande: “Ma qual è la tua storia agonistica?”; Chi hai battuto fino ad oggi concretamente?”. A Chiancone il sottoscritto ha tolto la imbattibilità; con Nmomah, tanto per parlare di un altro precedente match, eravamo arrivati al dentro o fuori della carriera. Sì, ripeto, è coraggioso e poi? E’ un autolesionista, che boxa rischiando anche di farsi male, perché prende tanti colpi inutili, che, di fatto, regala all’avversario di turno. La mia è una boxe intelligente, ragionata, portata avanti sul ring con la testa e in modo pulito. Parliamo di due livelli diametralmente oppost di fare pugilato.

D: Il fatto che abbia una storia da “calciante” ti preoccupa?
Arriva dal “sabbione” di Santa Croce, a Firenze, ma il pugilato è un’altra cosa. Non c’entra nulla con il calcio storico fiorentino. Stiamo parlando di due cose completamente differenti. Sabato 23 maggio entra nel mio mondo, il pugilato professionistico. Chiaramente questo è un match diventato immediatamente mediatico. Non lo nascondo, è vero. E gli riconosco anche di aver risposto subito “presente”, ma questo perché è anche molto orgoglioso (come tutti i calcianti). Io sono molto più tattico di lui, ma più in generale, non me ne voglia, è come se la Juventus affrontasse l’Albinoleffe. Non c’è storia, perché è già scritta e va in una sola direzione: la mia. Di recente ha anche boxato bene, ma non basta un solo match per essere al mio livello.
D: Come ti sei preparato per questo match?
Allo stesso modo delle altre sfide, curando ogni minimo dettaglio, sia della difesa che dell’attacco. Abbiamo studiato, con il mio staff, il nostro nuovo avversario e abbiamo preso in considerazione tutti gli scenari possibili, anche i peggiori. L’unico elemento di pericolosità di Bologna? Non aver amor proprio, secondo me. Se c’è da fare la guerra la fa, ma si espone a dei rischi inutili. Può provare a portarmi ad un livello di pressione, che oggi non so prevedere, ma parliamo di una ipotesi surreale. Si è parlato, sui giornali di settore, di una serie di aggiustamenti tecnici che avrebbe fatto in questi ultimi tre mesi. Ma in tre mesi non puoi snaturare quello che sei. Sotto il profilo puramente tecnico ha dei buoni guizzi, ma niente di più e non sempre usa la testa sul ring. Si muove e combatte come un kamikaze. Fa la boxe pro, ma resta un “manovale”. Può portare lo stile di combattimento che ha nel sabbione, ma il pugilato è solo per i pugili, non per i calcianti. Pensate anni fa al match tra Floyd Mayweather Jr. e il campione irlandese della UFC (mma, nda) Conor McGregor. Alla fine Mayweather lo ha fatto sfogare e lo ha portato dove voleva lui e quando voleva lui lo ha terminato. Il timing è tutto nella boxe e solo i pugili hanno questa skill rispetto ai fighter di altre discipline.

D: Eppure si è entrati nell’era della “crossover boxing”. Si pensi soltanto al match che, sempre il 23 maggio, si disputerà a Giza in Egitto, davanti alle Piramidi, in una location d’eccezione tra il campione di boxe pesi massimi, l’ucraino Oleksandr Usyk e il campione del mondo della kickboxing (ex GLORY) l’olandese Rico Verhoeven.
Anche in questo caso vedrete che il pugile ucraino porterà il kickboxer dei Paesi Bassi dove vuole lui, prima di decidere quando terminare la sfida. Verhoeven ha una indiscutibile fisicità e preparazione tecnica, ma boxa in modo raccapricciante. Più in generale. non mi affascina questo scontro tra discipline diverse come boxe e kickboxing. Se mi interessase vedere chi è il migliore di tutti gli sport da combattimento è sufficiente collegarsi al canale che trasmette periodicamente la UFC. In questo gli americani sono arrivati prima di tutti e hanno molto da insegnare ai nuovi promoter che si affacciano nel mondo dei combat sports.

D: E come ti poni rispetto al trash talking molto presente anche nel tuo settore?
Fa parte del gioco, talvolta vi partecipo, ma non mi affascina particolarmente. Molti degli atleti che vedo in giro non li capisco, si muovono come dei bulli di borgata. La boxe è una cosa seria e non può essere ridotta ad una sfida a colpi di parole o di post sui social. Devo dire ch mi diverto, perché posso batterli nettamente e mi pagano per farlo. Alcuni di questi “personaggi” dovrebbero parlare di meno e allenarsi di più. Per fortuna non ho mai avuto paura di nessuno, figuriamoci di certi bulli di periferia.
D: Guardando all’estero qual è il livello di attrattività della boxe italiana? Perché vediamo pochi pugili italiani nei grandi eventi?
Da un lato evidentemente i nostri manager non sono ben “ascoltati” dalle grandi promotion americane o straniere in generale; dall’altro quando ci sono state delle occasioni per fare la scalata sono state purtroppo perse,, o peggio ancora, giocate male. Le promotion più importanti non sono interessate al prodotto pugilistico del nostro Paese, anche perché costiamo troppo e facciamo vendere poco. All’estero la nostra comunità non è più interessata al pugilato tricolore come un tempo. Altre community invece concorrono ai sold out degli eventi (appena esce il nome del beniamino locale nella fight card, nda). Non siamo interessanti come prodotto marketing. E’ duro dirlo, ma è la pura verità. Oggi se qualcuno si presentasse dal patron di Matchroom Boxing (il leggendario Eddie Hearn, nda) per proporgli un nome italiano, neppure lo prenderebbe sul serio.
D: In caso di vittoria contro Paolo Bologna, cosa dobbiamo aspettarci?
La strada è tracciata da tempo. Sto già studiando il mio prossimo avversario: il campione in carica dei medi EBU Gold. Questo sarà il match che può cambiarmi la vita, una intera carriera. Tutti i miei sacrifici sono stati fatti per questo appuntamento e non lo voglio perdere assolutamente. Già oggi mi vedo al livello del detentore (il 33enne francese Bilal Jkitou: 21-2-0). Sarà un bellissimo match. Con TAF puntiamo a farlo a casa nostra e a una buona borsa sotto il profilo economico. Dobbiamo crederci, ma il lavoro che andremo a fare, post match del 23 maggio, sarà curato nei minimi dettagli. Il transalpino (non perde da sei match, nda) è un fighter, che, da corta/media distanza, è capace di produrre una pressione molt alta, m sono sicuro di batterlo.









