MMA – Scott Coker prepara la guerra dell’ottagono: 60 milioni di dollari per sfidare il regno della UFC.

L’industria globale delle MMA si prepara a un nuovo tentativo di assalto al monopolio della Ultimate Fighting Championship. A guidarlo sarà, ancora una volta, Scott Coker, manager che, negli ultimi vent’anni, è riuscito, più di chiunque altro, a costruire organizzazioni capaci di competere, almeno in parte, con il colosso controllato da TKO Group Holdings.

Secondo quanto annunciato nelle ultime settimane, Coker ha raccolto circa 60 milioni di dollari (51 milioni di euro) per lanciare una nuova promotion internazionale che debutterà nel 2027 e che punta a occupare lo spazio lasciato libero dalla scomparsa di Bellator MMA (entrata negli ultimi anni nell’orbita di una altra promotion statunitense: PFL) come principale alternativa globale alla UFC.

Da Tony Hawk ai grandi fondi: chi finanzia la nuova promotion

L’elemento più interessante non è soltanto la figura di Coker, ma la natura degli investitori coinvolti. Il progetto è sostenuto da Peter Levin, già finanziatore di Strikeforce (altra creatura di combat sports creata anni fa dall’imprenditore californiano) prima della vendita alla UFC nel 2011 e oggi partner di Griffin Gaming Partners. Levin ricoprirà il ruolo di chairman della nuova società.

Tra gli investitori figurano inoltre Tony Hawk, icona globale degli sport estremi; Steve Kaplan, proprietario del club MLS D.C. United; dirigenti ed ex manager di grandi gruppi media statunitensi come Wade Davis e Kevin Kay e il fondo Creator Sports Capital, indicato come uno dei principali promotori dell’operazione (la realtà finanziaria è localizzata a Manhattan Beach in California).

La composizione del capitale racconta molto della strategia futura. Non si tratta infatti di investitori provenienti esclusivamente dal settore dei combattimenti, ma di soggetti con esperienza in media, intrattenimento, sport professionistico e creator economy. L’obiettivo è costruire una piattaforma sportiva globale che vada oltre il semplice evento di MMA.

Scott Coker (sx) – Paul Hennessy (ISKA) – Carlo Di Blasi (Oktagon)

Il modello economico: “fighter first

Coker sta presentando la nuova organizzazione come una promotion “fighter first”, maggiormente orientata agli interessi degli atleti rispetto al modello UFC (più orientato all’arricchimento della promotion di anno in anno). Nelle sue dichiarazioni ha parlato di integrità competitiva, valorizzazione delle storie personali dei combattenti e maggiore partecipazione economica degli atleti ai ricavi generati dagli eventi.

Dal punto di vista finanziario, il fondo iniziale da 60 milioni di dollari rappresenta una cifra significativa per una startup sportiva, ma resta molto distante dalle risorse della UFC, che genera annualmente ricavi superiori al miliardo di dollari. Proprio per questo Coker ha dichiarato di aver scelto volutamente una raccolta limitata per mantenere il controllo strategico dell’azienda e crescere nel tempo in modo graduale.

I progetti: tornei globali e 12 eventi nel primo anno

Il piano operativo prevede il debutto all’inizio del 2027, probabilmente già a gennaio. La promotion organizzerà una prima stagione di 12 eventi, destinati a diventare 18 nel secondo anno e oltre 20 successivamente. Secondo quanto risulta The Daily Cage, è attualmento allo studio anche uno sviluppo importante in Europa. 

La principale innovazione sarà il ritorno a un format basato sui tornei, “marchio di fabbrica della carriera di Coker. Secondo le anticipazioni, verrà lanciato un grande torneo internazionale con un numero di partecipanti superiore ai tradizionali Grand Prix a otto uomini (utilizzati in passato anche in seno al format Bellator). Ogni stagione agonistica dovrebbe culminare nell’assegnazione di titoli mondiali attraverso percorsi a “eliminazione diretta” (sulla falsariga di ciò che avviene anche in altri format di sport da combattimento come “Glory Kickboxing”. 

Scott Coker durante una conferenza stampa di un evento.

Mercati internazionali e sfida alla UFC

Sul fronte geografico, la strategia è chiaramente internazionale. Coker ha già indicato città come San Francisco, New York City e Los Angeles per gli Stati Uniti, ma ha confermato l’intenzione di espandersi rapidamente anche in Europa e Asia.

La scommessa economica è che il mercato delle MMA sia ormai abbastanza grande da sostenere più operatori globali. Secondo i dati citati dagli investitori, il settore avrebbe superato i 20 miliardi di dollari di valore complessivo e conterebbe oltre 600 milioni di appassionati nel mondo.

Un modello da mettere alla prova del “nove”

Per gli investitori, la vera risorsa non è soltanto il capitale raccolto ma il curriculum vitae di Coker. Con Strikeforce è risucito a creare una realtà acquistata poi dalla UFC; con Bellator MMA ha costruito il secondo marchio più riconoscibile delle arti marziali miste occidentali. Da entrambe le organizzazioni sono passati campioni come Ronda Rousey, Daniel Cormier, Fedor Emelianenko e Luke Rockhold.

Resta da capire se 60 milioni di dollari saranno sufficienti per attrarre talenti di primo livello, ottenere accordi televisivi internazionali e competere con la macchina commerciale della UFC. Tuttavia, per la prima volta dalla fine dell’esperienza Bellator, il settore in esame dispone di un progetto dotato contemporaneamente di capitale, competenze manageriali e relazioni (in termini di networking anche a livello finanziario) tali da poter essere considerato un vero concorrente globale.

Marcel Vulpis

Marcel Vulpis

Romano, 57 anni, giornalista professionista, specializzato in temi di economia e politica dello sport. Ha fondato nel 2004 l’agenzia nazionale online “SportEconomy” (dedicata al mondo dello sport business a 360 gradi) dirigendola fino ad oggi. Ha ricoperto ruoli dirigenziali nel calcio e nel ciclismo. Docente universitario a contratto per le più importanti università italiane (con focus su comunicazione/uffici stampa e marketing). Opinionista televisivo, editorialista e scrittore. Nel 2017 ha scoperto casualmente gli sport da combattimento (Combat Sports) e da lì è nata una grande passione che ha portato alla nascita del progetto di sports-news “TheDailyCage.it”.

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