L’ultimo combattimento della 40enne “figlia d’Irlanda” (originaria di Bray, nella contea di Wicklow) Katie Taylor (il cui main sponsor tecnico è il brand di abbigliamento sportivo Champion) si è trasformato in un vero e proprio trionfo: ha battuto la 29enne francese (di radici italiane) Flora Pili e lascia il ring con cinque titoli mondiali e la cintura di Ring Magazine. L’evento, capace di portare al Croke Park di Dublino ben 83mila spettatori, è stato un successo anche per i promoter Eddie Hearn, chairman di Matchroom Sport, e Brian Peters, titolare della Brian Peters Promotions.
(con il contributo di Davide Pollastri) – A 40 anni, venticinque dei quali trascorsi tra le corde, si ritira Katie Taylor (26-1, 6 KO), la più grande boxeur della storia di questa disciplina al “femminile”.
Il suo ultimo match, nel quale ha difeso le cinture WBA, IBF e WBO, conquistato il vacante titolo WBC e strappato all’avversaria l’IBO, si è chiuso con una vittoria per decisione unanime, sancita dai giudici Diana Drews Milani (98-92), Lisa Giampa (100-90) ed Efrain Lebron (100-90), che le permette di lasciare da campionessa indiscussa dei superleggeri.
Il successo è il degno epilogo di un percorso leggendario, nel quale a un ricco palmarès, composto da cinque titoli mondiali, sei europei e un oro olimpico tra i dilettanti, ai quali si aggiungono i titoli mondiali conquistati in due categorie di peso e lo status di campionessa indiscussa sia nei leggeri sia nei superleggeri tra i professionisti, ha saputo affiancare vittorie altrettanto importanti anche fuori dal quadrato. L’irlandese, da tempo residente nel Connecticut (USA), ha infatti trasformato la sua passione in un diritto per tutte le donne, adoperandosi per legalizzare la boxe femminile in Irlanda e arrivando a guidare la campagna per il suo ingresso nel programma olimpico.
Cosa farà ora questa straordinaria atleta, che oltre alla noble art ha praticato ad alti livelli anche il calcio, lo scopriremo nelle prossime settimane (probabilmente resterà nel mondo del pugilato). Di certo, gli 83.000 di Croke Park raccontano meglio di qualsiasi palmarès quanto sia cambiata la boxe femminile da quando Katie Taylor, per poter combattere, era costretta a fingersi un uomo.









