Andrea Presti: una quarta presenza in finale al Mr. Olympia Men’s Open che vale quanto un titolo.

Andrea Presti continua a rappresentare la figure più rappresentativa del bodybuilding italiano ai massimi livelli internazionali.  La sua quarta qualificazione al Mr. Olympia (giunto alla 62ima edizione) conferma una continuità agonistica costruita attraverso anni di lavoro, sacrifici e presenza ai vertici della Men’s Open (la categoria più seguita/ importante in ogni edizione). Una categoria nella quale non esistono limiti di peso e dove ogni atleta porta sul palco la massima espressione possibile della propria struttura muscolare.

Presti ha costruito la propria identità agonistica attorno a una caratteristica precisa: la qualità.
Quando sale sul palco, il suo fisico comunica immediatamente densità, durezza e una condizione muscolare estremamente curata. È un atleta capace di trasformare ogni dettaglio del proprio lavoro preparatorio in un’immagine scenica di grande impatto.

La condizione rappresenta uno degli elementi più distintivi del suo bodybuilding. La separazione muscolare è evidente, così come la capacità di mantenere un livello elevato di definizione senza perdere la pienezza necessaria per il palco.
Deltoidi, braccia, torace e addome contribuiscono a creare un’immagine compatta, densa e tridimensionale. La qualità della pelle e la nitidezza delle linee permettono inoltre di leggere il fisico anche a distanza.

È soprattutto nelle pose frontali che emerge la capacità del campione lombardo di costruire una silhouette immediatamente riconoscibile. La front double biceps sintetizza efficacemente il suo stile: ampiezza, muscolarità e controllo si incontrano in una posizione estremamente scenica.
La gestione delle braccia e delle spalle amplifica la percezione della struttura, mentre l’addome mantiene una linea visiva pulita e ordinata.

credit photo @Roberto Sidoti – Andrea Presti (a sin.) in Polonia dove quest’anno ha conquistato il pass per Mr. Olympia 2026. Accanto a lui (a destra nella foto) il coach Mauro Sassi.

Anche le pose laterali rappresentano un momento importante della sua presentazione. Il side chest valorizza la tridimensionalità del torace e la separazione tra i diversi distretti muscolari. Nel side triceps, invece, emerge tutta la capacità di Presti di controllare contemporaneamente postura, contrazione e respirazione.

Ma è nel posing, nel suo complesso, che il lavoro dell’atleta italiano trova una delle sue espressioni più mature. Presti non interpreta le pose come semplici fotografie statiche del proprio fisico. Le collega attraverso transizioni fluide, costruendo una vera e propria narrazione visiva. Ogni passaggio è studiato per mantenere alta l’attenzione e accompagnare progressivamente lo sguardo sul corpo. La routine diventa così parte integrante della prestazione agonistica.
Musica, ritmo, postura e contrazione vengono utilizzati per trasformare la muscolarità in presenza scenica. È una qualità che distingue il semplice atleta capace di eseguire le pose da chi riesce realmente a “presentare” il proprio fisico.

Presti appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. La sua esperienza internazionale gli ha permesso di affinare progressivamente il rapporto tra preparazione fisica e linguaggio del palco. Il risultato è una presentazione sempre più consapevole, precisa e personale.

Il percorso che lo ha portato per la quarta volta sul palco dell’Olympia racconta quindi molto più di una qualificazione (e tutto questo è stato possibile anche grazie al lavoro del coach Mauro Sassi e dello staff medico-scientifico).
Racconta la continuità di un atleta che ha trasformato la disciplina quotidiana in un’identità agonistica riconoscibile.
Racconta la capacità di arrivare al giorno della gara con ogni dettaglio preparato e con una condizione costruita nell’arco di mesi.

Una immagine del sito ufficiale di Andrea Presti

Nel bodybuilding professionistico, dove i margini sono spesso ridottissimi, la differenza passa anche dalla capacità di mostrare ciò che si è costruito. Ed è proprio qui che Presti ha sviluppato una delle sue armi più importanti: la presentazione.
Il suo fisico non viene semplicemente esposto sul palco, ma interpretato attraverso il posing.

Quattro partecipazioni al Mr. Olympia rappresentano già un traguardo di assoluto rilievo per un atleta italiano. Ma nel caso di Presti raccontano soprattutto la continuità di una carriera costruita ad altissima intensità competitiva. Una carriera nella quale condizione, densità muscolare e qualità del posing sono diventate la sua firma.

Andrea Presti arriva così al massimo palcoscenico del bodybuilding mondiale portando con sé un’immagine precisa: quella di un atleta estremamente curato, spettacolare e consapevole del proprio corpo. Sicuramente tra i più armonici e belli da vedere/seguire anche per lo spettatore da casa. 
Un professionista che ha fatto della preparazione maniacale, della disciplina e della costanza nella ricerca del dettaglio e della qualità della presentazione una parte fondamentale della propria identità. E che, ogni volta che accende le luci del palco, trasforma mesi di sacrifici in pochi minuti di pura espressione muscolare.

Una immagine recente di Andrea Presti durante una gara di qualificazione per Mr. Olympia (IFBB Pro)

Dopo questa quarta esperienza Andrea Presti si concentrerà sul suo sogno finale: centrare la quinta presenza al Mr. Olympia, così come fece il popolare Franco Columbu (originario di Ollolai in Sardegna), che vinse Mr. Olympia in due occasioni (1976 e 1981) collezionando ben 5 partecipazioni. Ecco Presti ha questo obiettivo: raggiungere una icona del livello di Columbu (sotto il profilo delle presenze al cosiddetto “mondiale di bodybuilding). La preparazione del campione lombardo si concentrerà proprio nella conquista del quinto pass della sua lunga carriera (ben 14 anni sugli stage di mezzo mondo). Quest’anno, nello specifico, ha raggiunto il 16° posto (il miglior risultato è il 12° nella sua terza presenza al Mr. Olympia), ma, ormai, Presti è nell’immaginario collettivo, per qualità e stile, non solo nel nostro Paese ma anche a livello worldwide. Ricordiamo che nella sua carriera ha gareggiato in 27 “Pro Show”, l’ultimo poche settimane prima di Las Vegas (sede ufficiale di Mr. Olympia), a Milano, dove è arrivato terzo (era una gara valevole per la quali a Mr. Olympia 2027. Nel complesso ha vinto 4 gare, totalizzato 8 secondi posti e 5 top5. 

Parliamo anche di 2027 (in attesa dell’ufficialità per la data e la location dell’edizione del prossimo anno): La IFBB Pro League ha già ufficializzato il sistema di qualificazione per il 2027 (OQS), stabilendo che il periodo per accumulare punti o vincere i pass diretti va dal 31 agosto 2026 fino al 12 settembre 2027. La prossima rassegna di Mr. Olympia sarà la n.63.

Marcel Vulpis

Marcel Vulpis

Romano, 57 anni, giornalista professionista, specializzato in temi di economia e politica dello sport. Ha fondato nel 2004 l’agenzia nazionale online “SportEconomy” (dedicata al mondo dello sport business a 360 gradi) dirigendola fino ad oggi. Ha ricoperto ruoli dirigenziali nel calcio e nel ciclismo. Docente universitario a contratto per le più importanti università italiane (con focus su comunicazione/uffici stampa e marketing). Opinionista televisivo, editorialista e scrittore. Nel 2017 ha scoperto casualmente gli sport da combattimento (Combat Sports) e da lì è nata una grande passione che ha portato alla nascita del progetto di sports-news “TheDailyCage.it”.

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