Il comunicato era nell’aria da diversi giorni e, infatti, alla fine, la FederKombat, nella giornata di oggi, attraverso il sito ufficiale ha confermato i rumour che era usciti nelle ultime ore. Le MMA amatoriali e pro vengono confermate entrambe sotto il controllo e gestione della realtà federale guidata dal presidente Riccardo Bergamini. Sempre in questo comunicato viene sottolineato che il riconoscimento internazionale da parte della UWW non costituirebbe titolo sufficiente per un inserimento statutario in seno a FIJLKAM.
Sarà interessante vedere se, nei prossimi giorni, arriverà una risposta ufficiale proprio dalla United World Wrestling (essendo stata chiamata in causa) sulla questione in esame.
Di seguito il testo integrale della nota “FK”:
Il Presidente della Federkombat, Riccardo Bergamini, rende noto che, nella giornata del 29 aprile, il Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, ha convocato un incontro ufficiale alla presenza dello stesso Bergamini e del Presidente della FIJLKAM, Giovanni Morsiani.
Nel corso dell’incontro è stato comunicato quanto deciso dalla Giunta Nazionale del CONI il 21 aprile scorso in merito alla controversia relativa alla disciplina delle MMA.

Alla luce delle norme statutarie vigenti, è stata confermata la competenza esclusiva di Federkombat per le MMA in Italia, indipendentemente dalla natura amatoriale o agonistica-professionistica della disciplina.
È stato inoltre chiarito che il riconoscimento internazionale della UWW – United World Wrestling per le AMMA (Amateur Mixed Martial Arts) non costituisce titolo sufficiente per un inserimento statutario in FIJLKAM, al fine di evitare sovrapposizioni e garantire l’unità della disciplina sotto un unico organismo di riferimento.
Si tratta di una decisione che rappresenta un passaggio rilevante per la chiarezza e la governance del settore. Il Presidente di Federkombat esprime un sentito ringraziamento al Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio e a tutti coloro che, all’interno del CONI, hanno contribuito, sostenuto e accompagnato questo percorso, riconoscendo il valore di un’azione condotta a tutela dei diritti, anche da parte di una federazione di dimensioni più contenute.









